“Et in terra pax” di Coluccini e Botrugno in concorso al Roseto Opera Prima

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Roseto, 24 luglio 2011 –   Tre storie che si intrecciano sullo sfondo di Corviale,  un quartiere dell’estrema periferia di Roma. Il racconto prende forma nel lungometraggio d’esordio di Daniele Coluccini e Matteo Botrugno, in concorso al Roseto Opera Prima. Il film sarà proiettato nel cinema all’aperto della Villa Comunale, alla presenza dei registi,  lunedì 25 luglio 2011, alle ore 21.30 (in caso di maltempo cinema Odeon).

Sinossi

Marco spaccia cocaina sulla panchina di un parco, tre amici passano le loro giornate bighellonando tra giri in motorino e  bravate nel tentativo di ammazzare la noia, Sonia studia e lavora in una bisca per cercare di rendersi indipendente economicamente.
 Un microcosmo di destini ed esistenze all’ombra di un palazzo dimenticato, uno dei più lampanti errori di programmazione architettonica nella storia dell’urbanistica italiana,  teatro di vicende dove i rabbiosi istinti di sopravvivenza, la volontà di riscatto e le contraddizioni dell’essere umano divengono lampanti.
Con uno sguardo lucido e freddo che contrasta le musiche sacre utilizzate (Vivaldi), Et in terra pax racconta il disagio dei nostri giorni, come Pasolini in Accattone descriveva il sopravvivere del sottoproletariato romano.
Nel nonluogo dove regna la solitudine esistenziale, l’incomunicabilità, l’isolamento, la disgregazione e il silenzio,  si genera la violenza. Fuori campo i rumeni che lavorano, l’uomo che sempre alla stessa ora si affaccia alla finestra per fumare, il rumore dei cani che abbaiano, ma noi non li vediamo o meglio li vediamo attraverso il racconto di Marco seduto sulla panchina ad osservare il mondo.
Ogni tentativo di redenzione è inutile, chi è innocente diventa vittima sacrificale: non c’è più nessuna speranza.“Se mangi, se cammini, se respiri, non vuol dire che sei vivo”, dice Marco. Guardare, osservare, riflettere forse può salvarci.

Biglietto 3 euro.

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