Pescara.Uno spacciatore “pentito” fa arrestare una pericolosa banda di campani

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Pescara – Tre arresti, tutti campani , residenti a Secondigliano, zona difficilissima in pieno “potere” camorristico, nell’ambito di un’indagine avviata lo scorso 9 luglio, quando un trentenne, pusher storico della piazza di Pescara, decide di rivelare i nomi di coloro che lo rifornivano di droga.

I motivi sono semplici e , in un certo senso, fanno parte della “sceneggiatura” tra chi decide di diventare interprete di certi fenomeni negativi della società: l’uomo doveva consegnare alla banda sedici mila euro, frutto della vendita all’ingrosso di una partita di droga. Il trentenne pescarese, in carcere sotto protezione, però non era riuscito a vendere tutta la droga.In genere, chi si trova vicino ai clan nel napoletano, non scherza e, quindi, il giovane pescarese, sapeva che se non saldava il conto, lui poteva considerarsi in un altro mondo. Ha cercato di raccogliere fondi anche in famiglia, ma in poco tempo aveva racimolato solo tremila euro. I tre arrestati, tra cui uno con un padre “arricchito” da un lungo curriculum di reati di genere, premevano per il pagamento dell’intera somma, da qui la decisione del pusher di”parlare” con i Dirigenti della Squadra Mobile di Pescara, i quali, alla fine di un’approfondita indagine, hanno deciso di arrestare i tre spacciatori all’ingrosso di droga

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