Atri. Gli studenti dell’Istituto Superiore I.T.E. “A:Zoli” a Palermo hanno partecipato alla “Nave della legalità”/FOTO

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(wn24)-Atri – Per il secondo anno consecutivo l’I.T.E. “Adone Zoli” di Atri  è approdato a Palermo sulla “Nave della legalità”, che ogni 23 maggio conduce studenti di tutta Italia nel capoluogo siciliano a commemorare la strage di Capaci, nella quale hanno perso la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

A partire è stata una delegazione di ragazzi delle quarte classi, che hanno vinto la selezione regionale del concorso “Legalità e cittadinanza economica” con un originale elaborato dal titolo “Un’intervista da sogno”, nel quale immaginano di porre delle domande sulla presenza mafiosa in Abruzzo proprio a Giovanni Falcone, modello di impegno civile e coraggio. Dalle loro ricerche, coordinate nell’ambito del “Progetto legalità” dell’Istituto Tecnico, è emerso un quadro insospettabile della nostra regione. “Isola felice” solo all’apparenza, in realtà nasconde infiltrazioni mafiose a più livelli, prevalentemente di natura economica: gioco d’azzardo, usura, traffico di droga, speculazione edilizia e controllo degli appalti del post-terremoto sono solo alcuni dei campi d’azione delle mafie in Abruzzo.

La nave è salpata dal porto di Civitavecchia la sera del 22, per farvi ritorno il 24. Il programma delle attività, sia sulla nave che a terra, è stato ricchissimo. Prima di partire i ragazzi sono stati salutati dal Presidente Napolitano, che ha ricordato loro l’importanza dello studio e della cultura come armi per sconfiggere la criminalità organizzata. Sulla nave hanno incontrato importanti autorità dello Stato e personalità impegnate nella lotta contro la mafia, tra cui il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, la Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti e la Presidente della Rai Anna Maria Tarantola. Una volta giunti a Palermo, sono stati accolti da don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione LIBERA, e da una folla festante di studenti siciliani, che avevano organizzato spettacoli, concerti, dibattiti.

Ma il momento più intenso della giornata è stato quello che ha visto sfilare il gioioso corteo colorato formato da tutti i partecipanti alla manifestazione che, partendo dall’aula bunker dell’Ucciardone, sono giunti in via Notarbartolo, ai piedi del cosiddetto “albero di Falcone”. Lì, alle 17.58, ora esatta dello scoppio dell’ordigno assassino, sono stati pronunciati i nomi delle vittime della furia mafiosa, in un’atmosfera di grande commozione.

Un’esperienza davvero unica per i ragazzi, che hanno mostrato concretamente il loro desiderio di lottare per costruire una società nuova, libera dall’illegalità e dalla prepotenza mafiosa. L’obiettivo dell’iniziativa è proprio questo: contribuire a formare il cittadino del domani, consapevole che “un popolo che conosce, che studia, difficilmente accetta di fare del male al proprio Paese, quindi per vedere la legalità vincitrice è necessario l’impegno di ogni singolo cittadino, che nel suo piccolo deve contribuire”.

 

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