Abruzzo. Fermo pesca dall’11 agosto per 42 giorni. Ecco i calendari nei dettagli

Pescara-porto-canale(wn24)-Pescara –  Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro nella Direzione Generale Pesca insieme alle altre associazioni di categoria per dirimere alcune questioni rimaste in sospeso circa il fermo pesca 2014.

Durante i lavori è stata cassata, pur avanzata dal Ministero, di limitare la possibilità di indicare un porto base diverso da quello di iscrizione solo alle imprese che avessero effettuato tale scelta operativa per almeno 75 giorni nei due anni precedenti, in quanto avrebbe rappresentato un appesantimento e vincolo eccessivo. La direzione della pesca è però intenzionata ad introdurre una norma per evitare lo sbarco nei porti dove si sta attuando il fermo pesca.

Ecco i calendari nei dettagli

1. Trieste Rimini 42 giorni consecutivi  a partire dal 28 luglio; 
2. Pesaro Bari 42 giorni consecutivi  a partire dall’11 agosto; 
3. Brindisi Imperia 30 giorni consecutivi a partire 15 settembre; 
4. Per la Sicilia e Sardegna  si rinvia alle determinazione da parte delle rispettive Regioni.

Quindi in Abruzzo la pesca a strascico di ferma dall’11 agosto fino al 22 settembre ma si potranno comunque gustare vongole fresce, grazie alle vongolare abruzzesi, e sogliole, cicale, mormore e tutti gli altri pesci che stazionano sotto costa che possono essere pescati da piccoli battelli con le retine. Per i mollusci e altre tipologie di pescato c’è sempre il pesce fresco proveniente dal Tirreno e dal sud Italia, dove il fermo biologico avrà inizio il prossimo 15 settembre.

Sui ritardi, invece, del pagamento del fermo biologico 2013, polemica di Walter Squeo di Federpesca: “Solo in Italia accade questo per la lentezza di tutto il sistema burocratico. Infatti in tutti i paesi comunitari il compenso è stato dato in modo tempestivo ai pescatori, che oltretutto adottano un sistema di cassa integrazione non in deroga come accade per i pescatori italiani che sono costretti ad adottare regolamenti comunitari dispendiosi e che poi non vengono tutelati dalla politica italiana”.

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