Centri massaggi orientali a luci rosse: blitz della Polizia con due arresti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(wn24)-Senigallia(AN) – Era nell’aria da tempo e ieri la inevitabile conclusione, dopo diverse segnalazioni e proteste:  due centri massaggi a luci rosse a Senigallia, animati da ragazze orientali,cinese in particolare, sono stati chiusi dopo un blitz della Polizia. I centri erano ubicati lungo la Statale Adriatica Nord.  Numerose sono state le segnalazioni giunte all’ufficio di polizia che hanno indotto gli investigatori ad effettuare una serie di approfondimenti circa la tipologia di prestazione svolta all’interno di questi due centri massaggi.

Dopo numerose indagini si è accertato che dietro uno schermo di attività legale destinato al massaggio, in realtà si nascondeva una ben più lucrosa ed “attraente” attività diretta a fornire prestazioni sessuali ai clienti che si rivolgevano ai centri.

Le attività di polizia effettuate nel corso di un periodo piuttosto ampio hanno consentito di accertare la costante presenza di diverse donne, tutte di origine cinese e tutte di giovane età, costantemente impiegate all’interno del centro massaggi con le funzioni di massaggiatrici ma che, nella realtà, offrivano alla clientela maschile specifiche prestazioni di natura sessuale. In particolare, si procedeva al controllo del centro massaggi di via R. Sanzio, all’interno del quale veniva rintracciata una donna cinese mentre effettuava la prestazione ad un cliente presente all’interno di una sala a ciò adibita.

All’interno del centro poi venivano trovati due uomini ritenuti essere preposti con funzione di gestione, anche economica, dell’attività.

I due uomini di origine cinese, J. M. di anni 40 circa, e L.H. di anni 30, e domiciliati Senigallia venivano tratti in arresto per il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Inoltre venivano effettuate numerose perquisizioni presso i luoghi adibiti a centro massaggi e nelle abitazioni in uso che consentivano di raccogliere ulteriori elementi. Infine , si procedeva a sottoporre a sequestro penale e ad apporre i sigilli all’immobile sito in via Sanzio ove veniva esercitata l’illecita attività di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

 

 

 

 

 

 

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