L’Aquila. Terremoto: dopo due anni di stop è tornata la fiaccolata per non dimenticare

L’Aquila. Terremoto: dopo due anni di stop è tornata la fiaccolata per non dimenticare

(wn24)-L’Aquila – Due anni senza fiaccole per ricordare le vittime del terremoto, ma quest’anno sono tornate e la partecipazione non poteva che essere importante, cioè migliaia di fiaccole hanno attraversato via XX Settembre, una delle strade più colpite dal sisma che, tredici anni fa, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2000 distrusse L’Aquila e i comuni circostanti

In corteo anche bandiere della pace e bandiere dell’Ucraina, a suggerire un appello alla pace. Una sfilata silenziosa che non ha avuto luogo nel 2020 e nel 2021, a causa delle restrizioni della pandemia Covid che hanno  lasciato spazio solo a dei rituali nel centro storico. Ritrovo fissato nell’area antistante il tribunale, poi la marcia verso l’ex Casa dello Studente alla volta del Parco della Memoria a piazzale Paoli. Lungo il percorso sono stati dispiegati 80 volontari per distribuire le fiaccole e garantire la sicurezza, anche grazie alla presenza di 3 ambulanze di 16 addetti all’emergenza sanitaria. In testa al corteo, come ogni anno, una delegazione dei familiari delle vittime, seguita dagli stendardi degli enti locali.

LA RICOSTRUZIONE – “Tredici anni fa la vita di decine di migliaia di persone, in pochi secondi, cambiò radicalmente a causa del terribile terremoto che colpì L’Aquila e molti altri centri dell’Abruzzo provocando 309 vittime. I ricordi di quella tragedia sono indelebili e ci accompagnano anche questa sera nella fiaccolata della memoria che torna a svolgersi dopo due  anni”. Lo ricorda Giovanni Legnini, commissario alla ricostruzione, aggiungendo che “molta strada è stata percorsa per la ricostruzione grazie all’impegno di tanti, a partire da quello dei cittadini che hanno sofferto e combattuto”.
“E’ possibile, dopo il susseguirsi delle emergenze postsisma e pandemica, dare ulteriore impulso, oltre che alla ricostruzione, anche al processo di rigenerazione e rilancio economico e sociale. Ciò sarà possibile grazie ai programmi del fondo complementare al Pnrr che accomunano L’Aquila e gli altri comuni abruzzesi a tutti i territori dell’Appenino centrale colpiti dai terremoti, con un lavoro sinergico tra le governance dei due crateri dei terremoti del 2009 e 2016”.

BRACIERE ACCESO DAGLI ATLETI UCRAINI – Valeria Kononenko, atleta 31enne affiancata dal 20enne Denys Khotulov, scelti tra i ciclisti della nazionale ucraina ospiti del capoluogo abruzzese da quasi un mese, hanno acceso il braciere nel Parco della Memoria,  allestito in piazzale Paoli alle porte del centro in ricordo delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009.Un gesto di solidarietà in omaggio a una comunità colpita dalla guerra. La delegazione degli atleti ucraini, rimasta bloccata in Turchia dopo l’inizio del conflitto, è ospite del progetto Case di Roio, uno dei quartieri antisismici costruiti proprio per ospitare le famiglie sfollate del sisma. Accanto agli atleti, una bandiera ucraina La fiaccolata, a cui hanno partecipato 2-3mila persone, ha raggiunto piazzale Paoli per dare il via alla cerimonia in ricordo del sisma, partendo proprio dall’accensione del braciere e, a seguire, la lettura di tutti i nomi delle vittime. Alle 24, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, in Piazza Duomo – lì dove è stato acceso un alto fascio di luce, la Messa officiata dall’arcivescovo metropolita della città dell’Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi, cui è seguita laa veglia di preghiera a cura dell’arcidiocesi. Alle 3:32 sono risuonati i 309 rintocchi, uno per ognuna delle vittime.
A partecipare al raccoglimento anche il presidente della Regione, Marco Marsilio, oltre al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. Tutti insieme, aquilani, italiani, ucraini, con una fiaccola in mano e il fiore del ricordo al petto, nel segno dell’accoglienza, quella ricevuta e quella donata. Tra i tanti striscioni, spicca quello degli ultras della squadra di calcio del capoluogo: “6 aprile mai possiamo cambiare il corso della storia ma abbiamo il dovere di costruire la memoria”.

Per tutta la giornata è stato proclamato il lutto cittadino con l’esposizione a mezz’asta e listate a lutto delle bandiere sugli edifici pubblici e, nei giorni scorsi, il Comune dell’Aquila e il Comitato Familiari delle Vittime hanno lanciato un appello ad Anci nazionale e ad Anci Abruzzo affinché i sindaci e gli italiani, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, accendano nei loro Comuni e alle loro finestre, una luce di speranza, una candela o il cellulare, partecipando così idealmente all’anniversario e ricordando anche le vittime del Covid e di tutte le guerre.

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