A L’Aquila alla 728 Perdonanza Celestiniana: il giorno di Papa Francesco

A L’Aquila alla 728 Perdonanza Celestiniana: il giorno di Papa Francesco

(wn24)-Puntuale come sempre alle ore 11:30, aiutato a mettersi in piedi, Papa Francesco ha impugnato il bastone d’ulivo del Getsemani e con forza ha batteuto per tre volte sulla Porta Santa che si è spalancata offrendo la suggestiva immagine di un pontefice solo sul soglio che tramanda da 728 anni un messaggio di pace, speranza e umiltà: il messaggio che Celestino V ha lasciato all’umanità tutta. 

Persino il sole, dopo le nubi che hanno condizionato l’atterraggio, ha benedetto la giornata aquilana di Papa Francesco. In una piazza Duomo in festa l’incontro con i familiari delle vittime del sisma e i detenuti abruzzesi. Una piazza che esplode di gioia quando il Santo Padre conclude un breve saluto con un ben scandito “Jemo ‘nnanzi”!

A bordo di una Fiat 500 bianca, il Papa è arrivato in piazza Duomo alle 9, con un cambio di programma. Le condizioni meteo sulla città con una leggera nebbia hanno fatto spostare l’atterraggio dell’elicottero allo stadio in Piazza d’Armi.

Arrivato in piazza Duomo, subito l’abbraccio con le autorità religiose e politiche presenti. Tutta piazza Duomo si è alzata in piedi applaudendo Papa Francesco che ha salutato da un finestrino sorridendo ai tantissimi fedeli.

Dopo il saluto di un emozionato cardinal Petrocchi il Santo Padre prende la parola: “Buongiorno e buona domenica!”.  La piazza applaude e sventola bandierine coi simboli vaticani. “Mi congratulo con voi per come avete realizzato la Cappella della Memoria. Voi gente aquilana avete dimostrato un carattere resiliente”. “La rinascita personale e collettiva dopo una tragedia come quella che ha colpito la vostra terra va fatta insieme, tutti insieme”. Rivolgendosi ai carcerati presenti dice:” Voi siete simbolo di speranza e per questo vi abbraccio”. Una piazza che esplode quando Papa Francesco dice ” Jemo ‘nnanzi ” in tipico accento aquilano ossia andiamo avanti!

Destinata a passare alla storia l’immagine di Papa Francesco sulla sedia a rotelle con in testa un casco di protezione bianco e argento, appositamente realizzato per lui e donato dai vigili del fuoco, dentro l’immenso silenzioso cantiere di piazza Duomo.

Il Papa ha chiesto una “attenzione particolare” per le chiese nell’ambito della ricostruzione dell’Aquila colpita dal terremoto. “Nell’opera di ricostruzione, le chiese meritano un’attenzione particolare. Sono patrimonio della comunità, non solo in senso storico e culturale, anche in senso identitario. Quelle pietre sono impregnate della fede e dei valori del popolo; e i templi sono anche luoghi propulsivi della sua vita, della sua speranza”.

Alle 10 in punto i cori hanno accompagnano l’inizio della santa messa. Sul palco anche l’Orchestra del Conservatorio “Alfredo Casella” con le principali corali cittadine tra cui la Schola Cantorum. 

Papa Francesco, nell’omelia della messa all’Aquila, ha ricordato Celestino V, il Pontefice passato alla storia per la sua rinuncia. “Erroneamente ricordiamo la figura di Celestino V come colui che fece il gran rifiuto, secondo l’espressione di Dante nella Divina Commedia; ma Celestino V non è stato l’uomo del ‘no’ – ha sottolineato Papa Francesco -, è stato l’uomo del ‘sì’. Infatti, non esiste altro modo di realizzare la volontà di Dio che assumendo la forza degli umili”. “Proprio perché sono tali, gli umili appaiono agli occhi degli uomini deboli e perdenti, ma in realtà sono i veri vincitori, perché sono gli unici che confidano completamente nel Signore e conoscono la sua volontà”. E, ancora: “Non potevamo atterrare, c’era nebbia fitta, tutto scuro, non si poteva, il pilota dell’elicottero girava, girava, e alla fine ha visto un piccolo buco ed è entrato lì, è risuscito, un maestro. Con la nostra miseria succede lo stesso”, ha spiegato il Pontefice. “Giriamo, giriamo, e alle volte il Signore fa un piccolo buco: mettiti lì dentro, sono le piaghe del Signore”, è “la misericordia che viene nella mia, nella tua, nella nostra miseria”.Terminata la messa, alle 11:30 il toccante momento dell’arrivo di Papa Francesco, in sedia a rotelle, dinnanzi alla porta Santa. Canti liturgici hanno riempito il silenzio di un sagrato assolato e austero. Il Santo Padre in raccoglimento ha pregato in sentita partecipazione e fortemente provato dalla fatica delle sue condizioni di salute. Con tre colpi di bastone, con il bastone d’ulivo del Getsemani, consegnatogli dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, Papa Francesco ha aperto la Porta Santa . “Apritemi le porte della giustizia” , ha detto il Pontefice prima dell’apertura secondo la preghiera rituale a cui viene risposto: “Voglio entrarvi e rendere grazie al Signore”. “È questa la porta del Signore” ha detto ancora il Papa per sentirsi rispondere: “Per essa entrano i giusti”. Dunque, le parole finali: “Entrerò nella tua casa, Signore” a cui è stato replicato: “Mi prostrerò in adorazione del tuo santo tempio”.

Una volta all’interno della Basilica Papa Bergoglio è rimasto per diversi minuti ad ascoltare le spiegazioni davanti alla teca che mostra Celestino e la bolla.Alle 12:30 circa Papa Francesco è ripartito dall’Aquila in elicottero da Piazza d’Armi per fare ritorno a Roma. Il Pontefice, dopo aver visitato la basilica di Collemaggio, a seguito dell’apertura della Porta Santa, era ripartito da Collemaggio a bordo della 500L bianca.
“È un evento ciclopico, una giornata storica per il mondo. L’Aquila e l’Abruzzo si sono svegliati presto per questo avvenimento straordinario”. Così un raggiante presidente della Regione, Marco Marsilio, che ha accolto il Papa in Piazza Duomo.

Papa Francesco è il primo Papa che in 728 anni aprirà la Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio nella mattinata del 28 agosto, per consentire ai fedeli di lucrare l’indulgenza voluta dal Papa Santo Celestino V nel 1294 ( il papa “del gran rifiuto”), considerata la prima della storia, che ha anticipato di sei anni l’istituzione del Giubileo ufficiale della Chiesa.

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