Curiosità e natura: studio scientifico, l’usignolo del Giappone si insedia in Abruzzo

Curiosità e natura: studio scientifico, l’usignolo del Giappone si insedia in Abruzzo

(wn24)-Redazione – La natura si evolve, spesso in negativo per colpa dell’uomo, questa volta, invece, in senso positivo, naturalmente l’essere umano nel contesto, conta poco: l’usignolo del Giappone, nonostante sia una specie alloctona, è presente in Abruzzo ed esattamente nei comuni di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Santa Maria Imbaro, Treglio e Lanciano, dalla costa sino a undici chilometri nell’entroterra

È quanto emerge dalla ricerca “L’Usignolo del Giappone Leiothix lutea in Abruzzo”, studio scientifico curato dagli ornitologi della Stazione Ornitologica Abruzzese e pubblicato sull’ultimo numero della rivista ornitologica Alula. Alla luce dei dati, l’associazione evidenzia i “rischi per le specie locali”. 
La ricerca è stata condotta dai soci dell’associazione Marco Liberatore, Alessandra Iannascoli, Marco Pantalone e Giulia Pace attraverso decine di rilievi sul campo avvenuti nel periodo 2020-2022, che hanno consentito di mappare la distribuzione della specie, alloctona per la fauna europea. Oltre 500, secondo le stime, gli esemplari presenti. La sua presenza è dovuta a “sconsiderate immissioni, volontarie o accidentali, avvenute nel passato”. Con ogni probabilità la popolazione che oggi si riproduce nel lancianese, la prima osservata nel versante adriatico della penisola, è derivata da un’immissione avvenuta attorno a Lanciano una ventina di anni fa, probabilmente in coincidenza con la chiusura di un negozio di animali. 
“Purtroppo – dichiara Massimo Pellegrini, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese – il tema della gestione della fauna selvatica e specialmente delle specie aliene è molto sottovalutato dalle pubblica amministrazione che pure avrebbe precisi obblighi internazionali per il monitoraggio delle specie. E’ grave che praticamente tutto il Sito di Interesse Comunitario ‘Fosso delle Farfalle’ sia interessato dalla sua presenza e che si stia diffondendo in un territorio che sulla carta dovrebbe diventare un Parco nazionale”.

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