Montorio al Vomano. Il Comune taglia tutti gli alberi in zona SIC: i Consiglieri Magno e Guizzetti chiedono gli atti

Montorio al Vomano. Il Comune taglia tutti gli alberi in zona SIC: i Consiglieri Magno e Guizzetti chiedono gli atti

(wn24)-Montorio al Vomano(TE) – La consapevolezza dell’importanza vitale degli alberi dovrebbe ormai essere intima acquisizione di tutti i cittadini. Eppure, contro gli alberi, a Montorio, sembra ormai essere in atto un’inspiegabile crociata. Si dimentica che le piante sono fondamentali per l’ossigenazione dell’aria, per la capacità di stabilizzazione del terreno con le radici, per il rifugio, la nutrizione e la riproduzione di piccoli e grandi animali, per mitigare la calura estiva e, più in generale, per la bellezza che esse portano nei paesaggi che ci circondano. Ma la peculiarità della cosiddetta fascia riparia non ha certo solo il pregio di allietare d’ombra le passeggiate o le attività ludiche e ricreative sul lungofiume, questo ambiente di confine tra acqua e terra assolve una funzione regolatrice preziosa per il mantenimento dello specifico ecosistema. E’ un equilibrio delicato meritevole di massima cura e manutenzione per la nostra stessa sicurezza.

Tagliare gli alberi lungo fiumi e torrenti in alcuni casi risulta effettivamente necessario per limitare rischi idrogeologici, ma le raccomandazioni degli esperti vanno in genere nella direzione della massima cautela per preservare le caratteristiche funzionali di alcuni elementi tipici (alberi, arbusti e vegetazione erbacea) presenti lungo le aste fluviali.

Quello che vediamo a Montorio è un taglio di alberature davvero impattante, apparentemente indiscriminato. Sicuramente si sarà ravvisata la necessità di un alleggerimento della vegetazione del lungo fiume nel tratto urbano interessato e condividiamo l’intento di valorizzare gli scorci bellissimi del centro storico e rendere panoramica la passeggiata che costeggia il Vomano, ma spogliare radicalmente l’intera area con il taglio completo di tutti gli alberi esistenti, senza risparmiarne neanche uno, ci sembra una soluzione estrema e ci chiediamo se si tratti della scelta più giusta.

Le perplessità non si appuntano solo sull’eliminazione di tutte le piante, ma anche sulle incisive operazioni di movimento terra che si stanno effettuando. Come è noto l’area ricade all’interno delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC), una tipologia di area protetta prevista dall’Unione Europea; è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e fa parte del PAI, ossia del Piano per l’Assetto Idrogeologico. Il comune dovrebbe aver incaricato un agronomo forestale per la necessaria Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), che dispone le misure preventive e procedure progressive volte alla valutazione dei possibili effetti negativi (incidenze negative significative) dell’intervento.

Come consiglieri di opposizione abbiamo inoltrato una richiesta di accesso agli atti perché riteniamo sia nostro dovere verificare che l’intervento sia stato progettato mettendo in campo le necessarie competenze e che si sia realizzato nel pieno rispetto delle prescrizioni normative e con le autorizzazioni degli enti preposti. Siamo convinti che solo nel rispetto della natura potremo offrire al paese bellezza e sicurezza insieme.

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