
Dal Teramano dove la grandine ha raggiunto dimensioni talmente grandi da arrecare danni ad auto, campagne e viabilità passando per Francavilla al Mare dove una improvvisa mareggiata ha colto di sorpresa gli ultimi bagnanti ancora in spiaggia, nel tardo pomeriggio di ieri, quando una serie di onde “anomale” ha raggiunto e travolto le prime file di palme e ombrelloni. A farla da padrona poi, lungo tutta la costa abruzzese, è stato il vento a burrasca specie a Pescara città dove diversi sono stati gli interventi dei vigili del fuoco.

Un pomeriggio quello di ieri che ha spazzato da prima il Teramano dove una cellula temporalesca di eccezionale potenza ha attraversato il territorio, concentrando la sua furia tra Roseto degli Abruzzi e Bellante. I fenomeni sono stati improvvisi e devastanti anche a Teramo: una violenta grandinata si è abbattuta con una forza inaudita. Le segnalazioni arrivate fin dai primi minuti ai vigili del fuoco sono state impressionanti. Alcuni residenti hanno raccolto e fotografato chicchi di grandine con un diametro compreso tra i 12 e i 15 cm. Stesse scene, subito rimbalzate a centinaia sui social, da Bellante e più in generale in tutto il Teramano. Oltre ai danni ai veicoli, l’allarme ha riguardato anche molte abitazioni con numerose segnalazioni di tetti danneggiati o sfondati, infissi distrutti e danni a infrastrutture esterne con una stima dei danni ancora in corso. Le zone maggiormente colpite sono state Bellante, San Nicolò a Tordino, Sant’Atto, Villa Zaccheo di Castellalto, Sant’Onofrio di Campli, Morro d’Oro e alcune aree della Vibrata. Non è stata risparmiata neppure la costa, in particolare la grandine ha colpito Pineto e Roseto con il fenomeno che si è riversato anche sulla costa.
Numerosi automobilisti sono stati sorpresi dal nubifragio durante gli spostamenti, con rallentamenti e incidenti, in particolare lungo la Teramo-Mare e sulla statale 80 all’altezza di San Nicolò. Intanto il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, invita cittadini e imprese a documentare i danni subiti per consentire una ricognizione complessiva e valutare eventuali richieste di risarcimento. «Riteniamo che lo Stato debba farsi carico di questa situazione e seguiremo con attenzione l’evolversi della vicenda», ha dichiarato.
Alla Trix plastica di Villa Zaccheo il tetto dell’azienda è stato sfondato dalla violenza della grandine che ha provocato l’allagamento del magazzino con ingenti danni alla merce, in gran parte distrutta. Dalla Fim Cisl è arrivata la richiesta di dichiarare immediatamente lo stato di calamità naturale. Il sindacato sottolinea come molti lavoratori del turno pomeridiano abbiano trovato, al termine del servizio, le proprie auto completamente danneggiate nei parcheggi delle aziende della cosiddetta “Valle del tubo”. «Da anni denunciamo la mancanza di parcheggi adeguati e coperti – affermano Fim Cisl e Rsu –. Chiediamo alla Regione di intervenire rapidamente e di prevedere risarcimenti sia per i lavoratori sia per le imprese duramente colpite da questo evento eccezionale».
Nel chietino la perturbazione si è scatenata con pioggia e mareggiate sul litorale dove le onde sono arrivate fino alle prime file degli ombrelloni come testimoniano video e foto da Francavilla al Mare: di piccoli tsunami parlano i testimoni ossia coloro che intorno alle 19 erano ancora in spiaggia e hanno assistito ad onde anomale arrivare all’improvviso a travolgere le prime file degli stabilimenti facendo finire in acqua lettini e sdraio. Tra i primi ad invitare la cittadinanza alla prudenza la sindaca Luisa Russo subito sui social con appelli alla prudenza. «Vi invito a prestare la massima attenzione e a limitare gli spostamenti allo stretto necessario. Stiamo monitorando costantemente l’evolversi della situazione e vi terrò aggiornati qualora vi fossero ulteriori sviluppi.
A documentare quanto accaduto sulla costa è stato anche l’ex sindaco Antonio Luciani, che ha pubblicato sui social un video nel quale si vede un’improvvisa ondata raggiungere la spiaggia. «Piccolo “tsunami” sulla nostra costa causato dal vento. Dobbiamo abituarci ad affrontare fenomeni improvvisi mai visti in precedenza. Queste immagini sono eloquenti», ha scritto Luciani, utilizzando tra virgolette il termine “tsunami”.
Violentemente colpite specie dalla grandine anche le coltivazioni stagionali con sopralluoghi delle associazioni di categoria specie nel Teramano e Chietino: “Oggi bisognerà stimare l’entità dei danni e coinvolgere subito la Regione – fanno sapere agricoltori, balneatori e tutti coloro che sono stati coinvolti con le proprie attività dalla violenta ondata di maltempo.

“Una violenta grandinata si è abbattuta nel pomeriggio di ieri su un’ampia fascia della provincia di Teramo, provocando gravi danni alle coltivazioni agricole proprio nel pieno della stagione produttiva. È quanto emerge dal primo monitoraggio di Coldiretti Teramo, che segnala pesanti conseguenze in numerosi altri comuni del territorio. Le aree maggiormente colpite sono quelle comprese tra Bellante, Notaresco e la Val Tordino, con una situazione particolarmente critica tra Bellante Stazione e Ripattoni fino a San Nicolò. Danni vengono segnalati anche nei comuni di Campli, Sant’Onofrio, Mosciano Sant’Angelo, Castellalto, Morro d’oro e nelle campagne comprese tra Pineto e Roseto degli Abruzzi. La grandine, accompagnata da forti raffiche di vento e precipitazioni intense, ha colpito numerose produzioni agricole causando, in diversi appezzamenti, perdite che in alcuni casi risultano pressoché totali. Tra le colture interessate figurano pomodori, peperoni, fagiolini, zucchine, borlotti, mais, girasoli, sorgo, erba medica da seme, oliveti e vigneti, con frutti e piante pesantemente lesionati dall’impatto dei chicchi di ghiaccio. Danni anche a capannoni, impianti fotovoltaici su tetto e mezzi agricoli”.
“I nostri tecnici sono al lavoro per completare la ricognizione dei danni e raccogliere tutte le segnalazioni delle aziende agricole colpite – dice Emanuela Ripani, presidente di Coldiretti Teramo – da una prima valutazione emerge un quadro molto preoccupante, con aziende che hanno visto andare distrutto in pochi minuti il lavoro di un’intera stagione. Abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo di attivare immediatamente le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale nelle aree colpite, affinché possano essere messi in campo tutti gli strumenti disponibili a sostegno delle imprese agricole che stanno affrontando danni ingentissimi”. “L’ennesimo episodio che conferma quanto gli effetti dei cambiamenti climatici siano ormai evidenti anche sul nostro territorio – sottolinea il direttore provinciale Daniele di Venanzio – assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi, violenti e imprevedibili che mettono a rischio la redditività delle imprese agricole. È necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione, gestione del rischio e sostegno alle aziende, perché non si può più considerare eccezionale ciò che ormai sta diventando la normalità”.
Sull’emergenza maltempo nel Teramano interviene anche la CNA: «Subito il sostegno delle istituzioni alle imprese danneggiate».
«La Regione Abruzzo si adoperi perché sia proclamato lo stato di calamità naturale, coinvolgendo il governo nazionale sulle misure da adottare e mettendo intanto in campo un suo primo stanziamento per la copertura degli ingenti danni subiti dal sistema produttivo. Questo anche in ragione del fatto che le cosiddette “polizze catastrofali” che le imprese sono ora tenute obbligatoriamente a sottoscrivere, non coprono i danni patiti». E’ la richiesta urgente formulata da Bernardo Sofia e Alfredo Martinelli, presidenti regionale e della provincia di Teramo della CNA, che arriva all’indomani della violentissima grandinata che si è abbattuta sul territorio provinciale, provocando ingenti danni al tessuto produttivo, colpito soprattutto negli edifici, gli impianti fotovoltaici, il parco mezzi e la dotazione infrastrutturale. Nella sua nota, la confederazione artigiana chiede «una rapida e capillare conta dei danni subiti dalle aziende, perché ciò a cui abbiamo assistito ieri è un evento meteorologico di un’intensità devastante, che ha messo in ginocchio molte delle nostre imprese già alle prese con le sfide quotidiane». «Non possiamo lasciare che i nostri artigiani e piccoli imprenditori affrontino questa emergenza da soli – proseguono – e come CNA avvieremo da subito una raccolta di tutte le informazioni relative ai danni subiti nella nostra provincia. L’obiettivo è avere una mappatura precisa e in tempi rapidi, strumento indispensabile per chiedere alle istituzioni competenti – Regione e Governo – il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’attivazione immediata di misure di sostegno, agevolazioni e ristori economici». «Invitiamo tutti gli associati, gli artigiani, i commercianti e le piccole e medie imprese del territorio che hanno riportato danni alle proprie strutture o ai mezzi strumentali – concludono Sofia e Martinelli – a contattare le nostre sedi e i nostri recapiti documentando il tutto, anche attraverso materiale fotografico e preventivi di spesa per il ripristino: vogliamo predisporre un dossier dettagliato da sottoporre alle istituzioni. In questo senso occorre fare squadra coinvolgendo anche tutti i Comuni interessati alla vicenda».
Un nuovo peggioramento è previsto per giovedì sera.