
(wn24)-Ancona - Gli stupefacenti erano nascosti in molti posti.
Nelle intercapedini, nei longheroni. Ovunque. Sigillata e difficile da scovare. Era stato il fiuto dei cani antidroga a permettere agli agenti della Guardia di finanza e dell’Agenzie delle dogane di fermare due albanesi, padre e figlio, nel porto di Ancona, lo scorso 30 aprile, sorpresi con 19 chili di marijuana nell’auto. Ieri in tribunale si è tenuto il processo che ha riguardato soltanto il padre, un 58enne di nazionalità albanese (K.K.): è stato condannato a 3 anni di reclusione per possesso ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un vero e proprio corriere della droga. Dall’animo buono, però. Perché nell’udienza di convalida si era assunto tutte le responsabilità, scagionando completamente il figlio (K.E.) la cui posizione, dunque, è stata stralciata. Il giudice, infatti, ha riconosciuto l’innocenza di quest’ultimo e la responsabilità esclusiva del padre che nell’auto di sua proprietà, sbarcata nel porto di Ancona con un traghetto proveniente dalla Grecia, aveva nascosto 19 chili di marijuana destinati al mercato del Nord Italia. Scene struggenti in tribunale, dove la moglie e i parenti dell’uomo hanno atteso in lacrime l’esito del procedimento a carico del 58enne, difeso dagli avvocati Luca Cianferoni di Roma e Luisa Renzo di Napoli.