
(wn24)-Roseto - Come sempre il sindaco Nugnes non risponde nel merito alle domande, ma preferisce sviare scegliendo il solito attacco scomposto verso chi osa porre solo dei leciti quesiti. Inutile e fuorviante attaccare chi oggi solleva interrogativi procedurali su una situazione che induce preoccupazione per la delicatezza del problema e più di un dubbio per com’è stata gestita. Nonostante le blande rassicurazioni del sindaco, a noi non sembra che lo stoccaggio osservi le norme previste e soprattutto abbiamo ancor più di un sospetto sul prolungato tempo di giacenza dei materiali in cantiere, ben oltre la data prevista per l’ultimazione dell’intervento, in attesa di essere smaltiti.
Torniamo quindi a chiedere se gli involucri presenti presso l’area dell’ex piccionaia contengono amianto e se il loro stoccaggio è conforme alla normativa.
Sul rispetto di questi requisiti, e non altro, il sindaco deve rispondere, senza ironie sui precedenti amministratori che sono per la stragrande maggioranza piuttosto più vicini a lui (se non già in coalizione), di quanto possano esserlo i loro critici odierni che tra l’altro non hanno mai avuto responsabilità amministrative, altrimenti simili situazioni sarebbero state affrontate di sicuro con maggiore attenzione e trasparenza verso i cittadini.
Chiediamo infine che il sindaco Nugnes ci chiarisca in che modo pensa di recuperare i 110mila euro di soldi pubblici spesi per un intervento utile di certo, ma su una proprietà privata. Intende attivare una procedura di recupero del credito, o piuttosto tentare l’acquisizione dell’area al patrimonio dell’ente? E nel caso, a quale utilizzo intenderebbe destinarlo? Queste sono le domande che si pongono (e ci pongono) i cittadini, a cui poco interessano le ironie, gli scambi di accuse e il solito scarico di responsabilità, ma sapere in trasparenza come e perché vengano spesi i propri soldi.