
A lanciare l’allarme sono Cgil, Cisl e Uil, che denunciano le pesanti ricadute della rimodulazione dei fondi decisa dal Ministero della Salute. La questione è stata affrontata nell’assemblea generale del personale convocata dai sindacati il 22 giugno, durante la quale sono stati illustrati gli effetti del provvedimento sui ricercatori e sul personale a tempo determinato. Secondo le organizzazioni sindacali, il taglio delle risorse rischia di compromettere il percorso di stabilizzazione dei lavoratori attualmente in servizio con contratto a termine, con la conseguente mancata assunzione di 15 dipendenti.
Una prospettiva che, evidenziano Cgil, Cisl e Uil, determinerebbe anche una significativa perdita di competenze e di continuità nelle attività di ricerca svolte dall’Istituto. Per i sindacati non si tratta di una semplice rimodulazione delle risorse, ma di un ridimensionamento dei finanziamenti destinati alla ricerca sanitaria pubblica, con effetti immediati non solo sull’occupazione, ma anche sul salario accessorio del personale, sulle progressioni economiche e sull’assegnazione degli incarichi previsti dal contratto. Per chiedere il ripristino delle somme saranno avviate iniziative di mobilitazione e una riunione pubblica alla quale saranno invitati consiglieri e assessori regionali, parlamentari eletti in Abruzzo e Molise e gli altri rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di sollecitare un intervento del Ministero della Salute e del Governo.
Sul caso è intervenuto il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico, Nicola D’Alterio, che invita a non creare allarmismi e si dice fiducioso sull’esito della vicenda.
«Il Ministero tiene sempre in grande considerazione l’Istituto e le numerose attività che svolgiamo per suo conto – afferma –. Sono certo che si arriverà a una soluzione positiva per i dipendenti, anche attraverso altre fonti di finanziamento. Il confronto con il Ministero è già avviato e siamo al lavoro per tutelare il personale coinvolto».
D’Alterio ricorda inoltre che proprio grazie ai fondi della Piramide della ricerca, dal 2019, l’Istituto ha potuto stabilizzare tra gli 80 e i 100 ricercatori.
«Si tratta di una linea di finanziamento fondamentale per queste figure professionali. Nell’ultima assegnazione è venuta meno una parte delle risorse, ma abbiamo già avviato un’interlocuzione con il Ministero. Considerata l’importanza della ricerca che viene svolta nel nostro Istituto e il contributo che questi giovani ricercatori garantiscono ogni giorno, sono convinto che si riuscirà a individuare una soluzione».