
(wn24)-Teramo - La candidatura “Teramo e le sue valli” è infatti tra le sette selezionate dal Ministero della Cultura sulle 31 proposte arrivate da tutta Italia. Un risultato che porta il Teramano a giocarsi fino in fondo la possibilità di conquistare il titolo e che fa della provincia l’unica realtà abruzzese ancora in gara.
La candidatura si distingue anche per la sua dimensione territoriale: a sostenerla è una rete composta da 20 Comuni, con Teramo nel ruolo di capofila. Insieme al capoluogo hanno aderito Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Campli, Civitella del Tronto, Corropoli, Crognaleto, Fano Adriano, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio, Nereto, Pineto, Roseto, Sant’Egidio, Sant’Omero, Silvi Marina e Tortoreto.
Il progetto punta a fare della lettura uno strumento di partecipazione e di valorizzazione del territorio. Il dossier prevede iniziative rivolte a pubblici diversi e immagina biblioteche, scuole, piazze e altri luoghi della comunità come spazi di incontro, con il coinvolgimento di famiglie, giovani, associazioni e operatori culturali.
La proposta arriva inoltre da un territorio che porta ancora le conseguenze del terremoto. Proprio la cultura viene indicata come uno degli strumenti attraverso cui ricostruire relazioni, rafforzare il senso di comunità e accompagnare il rilancio dei centri colpiti dal sisma.
Il prossimo appuntamento decisivo sarà il 30 settembre, quando la candidatura “Teramo e le sue valli” verrà presentata alla giuria nel corso di un’audizione pubblica. Nei prossimi giorni è prevista anche una conferenza congiunta dei Comuni coinvolti, chiamati a illustrare le attività già avviate e i contenuti del progetto.
La sfida entra dunque nel vivo: l’obiettivo è portare per la prima volta in Abruzzo il titolo di Capitale italiana del libro e trasformare la candidatura provinciale in un progetto culturale capace di coinvolgere l’intero territorio.