
L’uomo, infatti, a causa di un ordine di detenzione carceraria di oltre quattro anni emesso nel 2016 dalla Procura di La Spezia per furti e truffe commessi in precedenza, era stato sottoposto alla semilibertà con obbligo di rientro giornaliero, per la notte, nel carcere di Bologna, dove però nel 2017, al termine di un permesso, non era più rientrato facendo perdere le sue tracce. I carabinieri, grazie anche alle impronte digitali rilevate, hanno appurato che l’uomo, grazie ad alcuni falsi nomi, era riuscito sempre ad eludere i controlli, sfuggendo di fatto alla cattura.Questa volta, però, i militari dell’Arma non si sono fatti raggirare, scoprendo che la carta di identità esibita, in effetti aveva la sua foto, ma che conteneva le generalità di un’altra persona. Condotto in caserma, i militari, grazie alle impronte digitali e all’individuazione dei tre alias usati dal latitante, ne hanno ricostruito parzialmente gli spostamenti degli ultimi quattro anni, scoprendo che era giunto a Pineto da Altamura. Qui, in Abruzzo, per mantenersi ha svolto lavori agricoli per alcuni imprenditori della zona, presentandosi però sempre sotto falso nome.
Ci ha provato anche questa volta, esibendo ai militari dell’Arma, che non si sono fatti abbindolare, una carta d’identità a cui aveva apposto la sua foto, ma che conteneva le generalità di un’altra persona. Condotto in caserma, i militari, grazie alle impronte digitali e all’individuazione dei tre alias usati dal latitante, ne hanno ricostruito parzialmente gli spostamenti degli ultimi quattro anni, scoprendo che era giunto a Pineto da Altamura. Qui, in Abruzzo, per mantenersi ha svolto lavori agricoli per alcuni imprenditori della zona, presentandosi però sempre sotto falso nome.