
La Cgil ha ben noto il problema da tempo e da tempo appunto cerca di portare sotto ai riflettori la tematica. Chissà che il cinema ci riesca ad illuminare un po’ le coscienze. La storia raccontata sapientemente nel film è la realtà di molti piccoli centri. La carenza di iscritti in alcune zone mina la sopravvivenza di certi istituti, come denunciato da Miriam Del Biondo, segretaria Flc Cgil. Gli uffici scolastici hanno poco Spazio di manovra ma la situazione ora è drammatica. Non ci saranno tagli nei posti quest’anno ma è chiaro che la combinazione di spopolamento e poche nascite fa registrare un calo significativo nelle scuole dell’infanzia. Cali che ora interessano le scuole per i più piccoli ma che poi, inevitabilmente, andranno ad incidere su medie e superiori. Il problema per i sindacati è politico ed è la politica che deve trovare soluzioni anche perché sono negativi anche i dati sulla dispersione scolastica in Abruzzo. Molti studenti e studentesse, soprattutto delle aree svantaggiate, abbandono gli studi. La scuola di Pescasseroli, ad esempio, quella del film di Milani, da anni è in deroga rispetto ai parametri nazionali.