Luca Varani tenta il suicidio nel carcere di Teramo: sfregiò con l'acido il viso di Lucia Annibali

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(wn24)-Teramo -  E’ stato trovato privo di sensi appeso alle inferriate della finestra della sua cella. Il nodo per fortuna non si era stretto a sufficienza. Luca Varani, 37 anni avvocato di Pesaro che è stato condannato a 20 anni per essere il mandante dell’agguato con l’acido alla ex fidanzata, Lucia Annibali, ha tentato ieri il suicidio intorno alle 11.30 nel carcere di Castrogno a Teramo dove è rinchiuso da circa un mese.Il poliziotto che era di ronda e stava controllando in ogni cella si è accorto che Varani non era nel suo letto. Ha dunque aperto la cella e ha visto l’uomo penzolante legato con un lenzuolo alle sbarre della finestra della piccola cella. Due agenti della penitenziaria lo hanno subito adagiato sul letto poiché privo di coscienza ma vivo e poi è stato trasferito in infermeria dove gli sono state prestate le cure del caso. Al momento non correrebbe pericolo di vita ma è tenuto sotto osservazione e guardato a vista ancora nell’infermeria del carcere, sedato per calmarlo.

La direzione del carcere ritiene che Varani possa ripetere il suo gesto.Luca Varani è stato riconosciuto come il mandante per l’aggressione con l’acido a Lucia Annibali lo scorso mese di aprile. I due sicari albanesi, Runin Talaban e Altistin Precetaj, accusati a vario titoli aver ideato e realizzato l’agguato all’avvocatessa urbinate il 16 aprile 2013 sono stati condannati a 14 anni.  La storia ha avuto una grossa eco sulle cronache di recente per la pesante sentenza e la contemporanea uscita del libro della vittima. La notizia del tentativo di suicidio a Teramo è trapelata solo grazie al sindacato Sappe che torna a segnalare le condizioni del carcere di Castrogno a Teramo che ospita 370 detenuti su 270 di capienza tollerabile.
«A nulla sono valsi gli appelli, all'amministrazione penitenziaria regionale e nazionale, di non inviare ulteriori detenuti in questo grave momento di sovraffollamento dell'istituto e trasferire quelli con gravi patologie psichiatriche e sanitarie», afferma il sindacato. «Le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, ogni giorno, nonostante la carenza d'organico di 60 unita', con grande sacrificio e alto senso di responsabilita' cercano di salvaguardare l'incolumita' dei ristretti assicurando nel contempo l'ordine e la sicurezza interna ed esterna del carcere e tutti i compiti istituzionali affidati come il servizio delle traduzioni che quotidianamente assorbe mediamente 30 unita'. Ad oggi - conclude il Sappe - risultano ancora da fruire 16mila giornate fra ferie e riposi, oltre al mancato pagamento del lavoro straordinario».Anche il carcere di Teramo tuttavia è interessato in questi giorni all’ulteriore fenomeno di “spopolmento” degli agenti penitenziari in ferie causa candidatura. A Teramo nell’ultimo mese sono mancati in 18, impegnati a lavorare per essere eletti in diversi comuni del circondario.


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