(wn24)-Ascoli Piceno - Questa mattina i militari della Compagnia Carabinieri di San Benedetto del Tronto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Ascoli Piceno,Giuliana Filippello, nei confronti di Roberto Ruffini 28 anni, pugile professionista di San Benedetto del Tronto ,, per lesioni continuate aggravate.-
I fatti contestati allo sportivo nel provvedimento restrittivo afferiscono a tre gravi episodi di violenza verificatisi nelle strade del centro rivierasco in ore notturne, due l’8 febbraio e l’ultimo il 2 marzo 2014, tutti nei pressi di noti locali pubblici.-
I primi due, avvenuti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro in punti distinti della città, avevano visto il RUFFINI partecipare attivamente, in veste di leader di un gruppo composto da almeno altre due persone, a brutali aggressioni nei confronti di due diversi gruppi inermi di coetanei.- A seguito dei pestaggi ben cinque persone aggredite, tre delle quali giovani ragazze, erano ricorse alle cure del sanitari del locale Pronto Soccorso.Una successiva perizia medico-legale disposta dalla Procura ordinaria di Ascoli Piceno aveva permesso di appurare che, a seguito dei colpi ricevuti una delle donne, aveva riportato lesioni permanenti (indebolimento permanente del senso dell’udito).-
Di lì a nemmeno un mese ennesimo episodio di gratuita violenza ad opera del Roberto Ruffini, questa volta senza la compartecipazione di suoi amici. Vittima dell’aggressione un uomo di circa 50 anni appena uscito da un caffè – pasticceria.- Costui aveva appena raggiunto la propria vettura posteggiata nel tratto di strada adiacente quando il Pugile, seduto per terra a pochi metri dal mezzo, si era rivolto ad un suo amico lì presente dicendo: “MO’ MI FACCIO DUE PALLEGGI CON QUESTO!”.- Alla legittima e spontanea domanda del povero malcapitato di cosa volesse il il giovane atleta, gli si era avvicinato per avvertirlo, con tono intimidatorio, della propria pratica pugilistica e dargli poi un forte spintone.- Inutile il tentativo del suo amico per portarlo via.- Un violento calcio sferrato da tergo da RUFFINI aveva attinto al volto la vittima di turno, sì da farla stramazzare a terra privo di sensi.- Questa, sottopostasi nell’immediatezza del fatto alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile “Madonna del Soccorso”, si era vista diagnosticare un trauma cranio-facciale così grave da richiedere presso l’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale “Umberto I” di Ancona un intervento chirurgico in anestesia generale per riduzione e contenzione della frattura con l’impianto di placche e viti in titanio.- La prognosi di guarigione, inizialmente fissata in 40 giorni, era stata successivamente prorogata sino a raggiungere i 90 giorni.-
All’esito delle indagini, portate avanti dal Commissariato P.S. e dai Carabinieri di San Benedetto del Tronto su coordinamento del Procuratore della Repubblica dott. Michele Renzo, vi era l’emissione del provvedimento restrittivo a carico di Roberto Ruffini in relazione ai lesioni riportate da una delle ragazze l’8 febbraio e dalla vittima dell’aggressione il 2 marzo.- Al RUFFINI contestate anche le aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa delle vittime.-
Dal 2012, dopo anni di combattimenti fra i dilettanti, RUFFINI continua a svolgere la sua attività pugilistica in ambito professionistico. Risale al 13 aprile u.s. l’ultimo match
professionistico disputato dal Pugile professionista nella categoria dei pesi superleggeri.- Teatro dell’incontro fu il Palaboxe di Latina.-