
L’episodio ha scatenato la reazione immediata della comunità locale. Le forze dell’ordine sono al lavoro, si spera che i responsabili possano essere individuati con un’attenta analisi delle immagini della videosorveglianza presente nella zona. Sono già previsti i lavori per il ripristino dell’opera, mentre sulla vicenda si attendono ulteriori dettagli.
Ad indignarsi è anche il mondo politico: il consigliere comunale Fabio Frullo ha condannato duramente il gesto definendolo “infame, miserabile e intollerabile”. Frullo ha sottolineato come non si tratti di una semplice bravata, ma di “vandalismo puro” privo di rispetto per la fede e il sentimento cittadino.
Anche la consigliera Stefania Pezzopane è intervenuta sull’accaduto:
«Decapitare la statua della Madonna a Coppito non è solo una bravata. È un gesto vile, che racconta un male più profondo: quello che nasce quando si perde il rispetto per ciò che è semplice, appartiene a chi passa di lì, è per chiunque, è un bene di tutte e tutti. Si può non credere. Si può non condividere una fede, un simbolo, una tradizione. Ma non si può non avere rispetto. Rispetto per una Madonna. Rispetto per una Madre. Rispetto per il volto di una donna.
Perché oltre il simbolo religioso c’è un’immagine universale: quella della madre, della cura, di una donna. E c’è qualcosa di particolarmente grave nel profanare un volto femminile: colpirlo, sfregiarlo, cancellarlo, negarne la dignità. Anche quando è scolpito nella pietra, quel volto rappresenta una persona, una storia, un’identità. E il gesto di distruggerlo richiama una forma di violenza che non possiamo normalizzare. È soltanto distruzione. E quando distruggere diventa un gesto di cui vantarsi, il male non è più soltanto nel danno fatto a una statua: è nel piacere di ferire ciò che altri amano. Il rispetto per ciò che non è nostro, per una Madonna, per una Madre, per il volto di una donna, dovrebbe appartenere a tutte e tutti. Ora c’è una cosa semplice da fare: ridare il volto alla Madonna di Coppito».