Aarau( Svizzera). La ragazza abruzzese ammazzata nel rave party: arrestato un 43enne ritenuto l'autore

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(wn24)-Aarau(Svizzera) - L’Abruzzo intero piange la morte di Maria Spinelli, la ragazza originaria di Città Sant'Angelo, uccisa in Svizzera durante un rave party. Nel frattempo oggi la Polizia svizzera ha arrestato un 43enne ritenuto l’autore unico della sparatoria costata la vita alla giovane. Le indagini proseguono anche perché alcuni testimoni insistono di aver sentito spari arrivare da punti diversi

Nel frattempo questa mattina un 43enne svizzero è stato arrestato  dalla polizia cantonale. Lo scrive il Corriere del Ticino: secondo la polizia sarebbe l’unico autore del reato. L’uomo è stato fermato oggi e quindi arrestato in quanto fortemente sospettato di aver commesso il crimine, prosegue. Proseguono le indagini per chiarire l’esatta dinamica dei fatti, nonché i retroscena e il possibile movente.

La polizia – scrive l’agenzia di stampa svizzera Keystone Ats – fornirà ulteriori dettagli mercoledì e fino ad allora non rilascerà altre informazioni. Gli spari, scrive il Corriere del Ticino, sono stati esplosi in due luoghi diversi e da due diverse armi, una calibro 9 e un fucile d’assalto. Alcuni testimoni oculari avevano riferito di due presunti autori, è però possibile che una sola persona abbia utilizzato due armi diverse.

L’avvocato della famiglia Spinelli, Bruno Gallo, intanto affida ad una breve dichiarazione il punto della situazione: “Al momento le autorità elvetiche non ancora autorizzano l’esame autoptico e le indagini sono secretate. Non appena verrà eseguita l’autopsia, sarà possibile il riconoscimento e i genitori andranno in Svizzera”.  “La famiglia – aggiunge – è in attesa di ulteriori comunicazioni da parte dell’ambasciata. Solo dopo i genitori potranno partire”.

Restano poco chiari i motivi della sparatoria. La polizia segue tre ipotesi: un attentato terroristico, un raptus omicida, oppure un’attività criminale non ancora identificata, così come dichiarato domenica sera dal comandante della polizia cantonale, Michael Leupold. Gli spari sono partiti da due punti diversi di Schachen.

Gli investigatori italiani stanno attendendo l’invio di informazioni da parte dei colleghi svizzeri: sulla notizia sul fermo del 43 enne s’inizia a vociferare d’un sentimento anti-immigrati, ma anche in questo caso serve assoluta cautela. Si diceva prima della scena del crimine nonché dei fucili. Ebbene, sono stati gli stessi investigatori svizzeri, nell’immediatezza dell’attacco all’ippodromo, elencando peraltro fra le ipotesi più battute anche quella di un’offensiva terroristica, a riferire di molteplici armi consigliando di considerare quantomeno due sparatori, se non addirittura quattro.  Una volta scaricate le armi, il killer sarebbe scappato nei boschi, forse in seguito raggiungendo un complice che attendeva a bordo di una macchina. La procura della regione che comprende Aarau ha aperto un’indagine per omicidio volontario. Gli investigatori hanno subito sentito decine di persone tra i presenti al festival e ad Aarau, nella zona attorno alla città e alle frontiere erano stati intensificati i controlli di polizia sulle auto. Il ministero degli Esteri italiano ha dichiarato di aver inviato sul posto una «task force», una piccola squadra per seguire le indagini, d’accordo con le autorità svizzere

Ma veniamo alla storia di Maria: Atri, dove era nata, Città Sant’Angelo, dove ha vissuto, e Silvi, dove ha frequentato la scuola superiore sono oggi tre comunità in lutto per la sua morte. La ragazza, 23 anni a ottobre, era partita dall’Abruzzo come si faceva una volta, per cercare fortuna all’estero, prima in Germania e poi in Svizzera. Maria è stata uccisa in una sera di svago, ma lei non era in Svizzera solo per divertirsi: lavorava poco lontano da Aarau come cameriera, proseguendo il percorso iniziato in Abruzzo, a Silvi, dove aveva frequentato l’Istituto Alberghiero (nella foto).

Da circa un mese si era trasferita ad Oftringen per lavoro, dopo il diploma all’Istituto di Istruzione Superiore Adone Zoli di Atri. La notte tra sabato e domenica si trovava insieme a tantissimi altri giovani, si parla di oltre 3000 persone, nell’area dell’ippodromo di Schachen per l’Aarauer Rave Vol. 7, settima edizione della manifestazione dedicata alla musica techno.

La vita di Maria si è fermata lì, nel sangue perso fino alla morte e nel terrore di chi è riuscito a salvarsi scampando all’inferno. Ce l’hanno fatta, in particolare, le cinque persone rimaste ferite, quattro uomini e una donna tra i 24 e i 27 anni. Due di loro, italiani, sono già rientrati, gli altri non sarebbero in pericolo di vita.

Aarau si trova nel cantone Argovia, nel nord della Svizzera, a metà strada tra Zurigo e Basilea. Dista circa 25 chilometri dal confine con la Germania e una sessantina da quello con la Francia. Il festival di musica techno “Aarauer Rave” era iniziato attorno alle 15 di sabato all’ippodromo di Schachen, a ovest del centro storico, ed era finito verso le 2 di domenica. La polizia ha detto di aver ricevuto le prime telefonate e richieste di intervento attorno alle 2:30, quando la maggior parte dei partecipanti era già andata via ed era rimasto solo un centinaio di persone. La zona intorno all’ippodromo è transennata.


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