
“Un partito che dal 2019 è stato unito”, ha detto Fina. “Nel 2007 è nato da divisioni e conflittualità significative. Abbiamo sempre sofferto competizioni interne, ma negli ultimi tre anni il partito è stato unito nonostante tutte le difficoltà a livello nazionale e locale. Sono state riorganizzate alcune strutture che consentono partecipazione di donne e giovani, abbiamo valorizzato alcune amministrazioni locali, abbiamo rimesso in ordine i conti. Non basta, ma ci ha restituito alcuni risultati nel territorio”.
L’anno 2023 inizia in piena fase congressuale. “Bisogna capire dove correggere la propria linea e come presentarsi di nuovo agli elettori e al paese. Dal congresso dobbiamo ottenere un nuovo gruppo dirigente nazionale, spiega Fina, che abbia alcune caratteristiche: che sia più chiaro e netto nel rapporto col Paese, che dia centralità ai territori. Va definito un nuovo profilo identitario”.
Dal punto di vista del Pd Abruzzo ci sarà un partito “più chiaro e più netto, cosa che è mancata e che abbiamo pagato anche nei territori. Da rivedere anche il tema delle alleanze: si ha bisogno di ritornare ad una politica seria delle alleanze a livello nazionale”, perché a livello locale invece per Fina c’è stata. “C’è un sostanziale buon rapporto tra il Pd e gli altri partiti del centro sinistra, c’è un dialogo e la capacità di cercare e trovare gli accordi”.