Abruzzo. "Giornalisti abusivi", Controcorrente:" No alla professione senza rispetto delle regole"

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(wn24)-Pescara - Condividiamo la recente nota del Sindacato sul confine tra libera comunicazione e attività giornalistica esercitata in maniera sistematica e continuativa, senza il rispetto delle regole professionali e delle responsabilità previste dall’ordinamento. 

Non spendiamo parole per stigmatizzare la forma della replica del Direttivo dell’Ordine regionale: i toni utilizzati si qualificano da soli e per il rispetto delle colleghe, dei colleghi e dei valori in cui crediamo, rifuggiamo da sempre simili linguaggi. Piuttosto vogliamo soffermarci sui contenuti espressi che riteniamo strumentali, dannosi e inutili per i problemi della categoria. 

Evidente il tentativo di buttare la palla in tribuna trincerandosi dietro le norme che nulla incidono sul grande tema del confine tra libera comunicazione e attività giornalistica esercitata in maniera sistematica e continuativa, senza il rispetto delle regole professionali e delle responsabilità previste dall’ordinamento.  La nota del Sindacato richiamava l’attenzione sul “crescente numero di casi, registrati in diverse aree del territorio regionale, di soggetti non iscritti all’Ordine dei giornalisti che svolgono di fatto attività riconducibili all’esercizio della professione giornalistica attraverso social network, pagine online e canali YouTube non registrati come testate”.

È evidente che la questione non è quella della registrazione al Tribunale territoriale di competenza, ma il fatto che social network, pagine online e canali YouTube (anche esentati dalla registrazione ai sensi dell’art. 3 bis della Legge 103/2012 ) pubblicano notizie, interviste, raccolta di dichiarazioni in conferenze stampa, eventi pubblici e contesti legati alla cronaca locale, con aggiornamenti continui rivolti a un pubblico stabile e fidelizzato senza indicare il nome di un direttore responsabile iscritto all’Albo. 

Il citato articolo 3 bis, infatti, prevede solo l’esenzione (a determinate condizioni) dell’obbligo di registrazione al Tribunale, ma soprattutto l’Ordine nazionale dei giornalisti ribadisce comunque la “necessità dell’indicazione di un direttore responsabile iscritto all’Albo”. 

Davvero strano che il Direttivo dell’Ordine regionale citi una serie di norme e sentenze fuori dal contesto posto dal Sindacato, dimenticando questa necessità riscontrabile con una banale consultazione delle FAQ pubblicate dal sito web dell’Ordine nazionale dei giornalisti. Davvero grave che il Direttivo dell’Ordine regionale consideri “potenziali pubblicisti impegnati nel tirocinio” quei soggetti non iscritti all’Albo che partecipano a conferenza stampa, a eventi pubblici e contesti legati alla cronaca locale per realizzare interviste, raccogliere dichiarazioni e scrivere notizie per conto di un social network, una pagina on-line, o di un canale YouTube che non indicano il nome di un direttore responsabile iscritto all’Albo. 

Davvero il direttivo dell’Ordine regionale ignora la portata di questo fenomeno lamentato quotidianamente da colleghe e colleghi che svolgono l’attività giornalistica rispettando le regole professionali e delle responsabilità previste dall’ordinamento? Ogni ulteriore dubbio può essere fugato consultando la presa di posizione dell’Esecutivo nazionale dell’Ordine dei giornalisti. 

Ecco il link:

Il Coordinamento di Controcorrente Abruzzo


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