
(wn24)-Redazione - ( di Florentina Tapuc) - Premesso che gli arrosticini di carne ovina sono uno dei simboli gastronomici della Regione Abruzzo
Gli spiedini di carne, ovviamente ovina, sono strettamente legati alla cultura pastorale e alla cottura sulla brace. Anche sulla pagina dedicata alla gastronomia della Regione Abruzzo, si sottolinea che la tradizione vuole che vengano cucinati e consumati all’aperto, durante scampagnate, gite in montagna e giornate nella vissute natura. Numerose sagre dedicate agli arrosticini si svolgono inoltre proprio tra luglio e agosto. Sono quindi perfettamente inseriti nello spirito conviviale di Ferragosto, anche se non vanno presentati come una ricetta nata esclusivamente per il 15 agosto.
COME SI CUCINANO
Sebbene gli “ abruzzesi DOC ” sostengano che i tipici dadini di carne di pecora giovane o di castrato infilzati su spiedini di legno debbano essere cotti tassativamente nell’apposito barbecue a canalina, la cosiddetta “ fornacella ”, ti posso assicurare che riescono benissimo lo stesso.
Pertanto, se non disponi del particolare braciere dalla forma lunga e stretta, che permette di cuocere agevolmente lo street food più amato da italiani e stranieri senza bruciare il legno degli spiedini, segui uno dei due procedimenti indicati sotto ed otterrai ugualmente un eccellente risultato.

In ogni caso, evita di provare ad utilizzare un normale barbecue, dato che quasi inevitabilmente comprometteresti la buona riuscita delle rustelle (termine derivante dal dialettale “ rustel ” usato in Abruzzo per indicare gli arrosticini).
COME SI FANNO IN CASA
Usando carne di una pecora giovane che non ha mai partorito (“ ciavarra ” in gergo abruzzese) o di castrato.
Il castrato, del quale è meglio utilizzare la polpa ricavata dal cosciotto o dal carrè (perché quella del petto è più adatta ad essere cucinata in umido) non è altro che un giovane maschio ovino sottoposto a castrazione in tenera età per renderne la carne maggiormente morbida e gustosa.
In tale evenienza dovrai alternare i dadini di carne magra con altri più grassi, come indicato nella ricetta, per fare in modo che gli spiedini rimangano morbidi e saporiti e non si attacchino durante la cottura ( la percentuale di grasso deve essere del 25%).
(wn24)-Redazione - Premesso che gli arrosticini di carne ovina sono uno dei simboli gastronomici della Regione Abruzzo
Gli spiedini di carne, ovviamente ovina, sono strettamente legati alla cultura pastorale e alla cottura sulla brace. Anche sulla pagina dedicata alla gastronomia della Regione Abruzzo, si sottolinea che la tradizione vuole che vengano cucinati e consumati all’aperto, durante scampagnate, gite in montagna e giornate nella vissute natura. Numerose sagre dedicate agli arrosticini si svolgono inoltre proprio tra luglio e agosto. Sono quindi perfettamente inseriti nello spirito conviviale di Ferragosto, anche se non vanno presentati come una ricetta nata esclusivamente per il 15 agosto.
COME SI CUCINANO
Sebbene gli “ abruzzesi DOC ” sostengano che i tipici dadini di carne di pecora giovane o di castrato infilzati su spiedini di legno debbano essere cotti tassativamente nell’apposito barbecue a canalina, la cosiddetta “ fornacella ”, ti posso assicurare che riescono benissimo lo stesso.
Pertanto, se non disponi del particolare braciere dalla forma lunga e stretta, che permette di cuocere agevolmente lo street food più amato da italiani e stranieri senza bruciare il legno degli spiedini, segui uno dei due procedimenti indicati sotto ed otterrai ugualmente un eccellente risultato.
In ogni caso, evita di provare ad utilizzare un normale barbecue, dato che quasi inevitabilmente comprometteresti la buona riuscita delle rustelle (termine derivante dal dialettale “ rustel ” usato in Abruzzo per indicare gli arrosticini).
COME SI FANNO IN CASA
Usando carne di una pecora giovane che non ha mai partorito (“ ciavarra ” in gergo abruzzese) o di castrato.
Il castrato, del quale è meglio utilizzare la polpa ricavata dal cosciotto o dal carrè (perché quella del petto è più adatta ad essere cucinata in umido) non è altro che un giovane maschio ovino sottoposto a castrazione in tenera età per renderne la carne maggiormente morbida e gustosa.
In tale evenienza dovrai alternare i dadini di carne magra con altri più grassi, come indicato nella ricetta, per fare in modo che gli spiedini rimangano morbidi e saporiti e non si attacchino durante la cottura ( la percentuale di grasso deve essere del 25%).
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