
(wn24)-Ascoli Piceno - Un messaggio deciso e definitivo: "Mi ricongiungo con papà".Aveva premeditato tutto Gianluca Ciferri, l'imprenditore fermano che ieri notte è stato trovato impiccato nel bagno della cella del carcere di Ascoli Piceno, dove era detenuto per il duplice omicidio di due operai kosovari, ai quali aveva sparato il 15 settembre scorso. Il messaggio alla madre era in una busta bianca sigillata e senza destinatario trovata tra i suoi effetti personali. Domani sarà effettuata l'autopsia. I due ioperai erano andati a chiedergli degli stipendi arretrati. Ciferri si è impiccato alla grata della finestra del bagno con una corda formata da lenzuola e federe. L'imprenditore divideva la cella con altri detenuti, ma i compagni lo hanno trovato già morto: erano circa le 4:50 di notte. Inutili i soccorsi del medico del carcere e del 118. L'uomo era accusato del duplice omicidio a colpi di pistola cal. 38 di Mustafa Nexhmedin, 38 anni, e Avdyli Valdet, 26, carpentieri immigrati dal Kosovo. Il 21 settembre scorso il Gip aveva convalidato l'arresto e il provvedimento di custodia cautelare in carcere, dopo uno lungo interrogatorio in cui Ciferri aveva ribadito la sua versione dei fatti: ''Mi sono difeso da un'aggressione. I due operai erano armati di una piccozza, ho avuto paura e ho sparato''. Gli operai vantavano circa 20 mila euro di stipendi arretrati, più volte richiesti all'imprenditore, anche attraverso un contenzioso curato dal sindacato di categoria della Uil.