
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che per contenerlo hanno utilizzato il taser, ma a quanto pare l’impiego della pistola a impulsi elettrici non si è rivelato efficace. E’ arrivato nel frattempo un equipaggio del 118 e l’uomo, che era particolarmente agitato, è stato caricato in ambulanza; da quanto si apprende è giunto ormai senza vita all’ospedale di Chieti.
Sul fatto indaga il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Marika Ponziani. L’autopsia dovrà accertare le cause del decesso nonché se l’uomo avesse assunto sostanze o farmaci che potrebbero aver determinato il particolare stato di alterazione. Sulla vicenda viene mantenuto uno stretto riserbo.
L’allarme scatta nel pomeriggio, quando alcuni cittadini telefonano al 112 segnalando un giovane, in evidente stato di alterazione, che – dopo essersi denudato lungo corso Vittorio Emanuele II – si sta accanendo sulla propria automobile. Alla vista dei carabinieri, che tentano di riportarlo alla ragione, l’uomo scappa sul tracciato ferroviario Roma-Pescara e assume un atteggiamento violento. I militari, dopo aver seguito la procedura prevista in questi casi, provano a bloccarlo utilizzando la pistola elettrica, che non è comunque sufficiente per neutralizzarlo. Il giovane viene poi immobilizzato con difficoltà e, sul posto, arrivano gli operatori del 118, che gli somministrano medicinali per tranquillizzarlo. Poco dopo, Di Gregorio perde i sensi: tutte le operazioni di rianimazione vanno a vuoto. Fin qui, la ricostruzione della tragedia.