
(wn24)-Pesaro - “Semplificazione e sostenibilità” sono queste le parole d’ordine del nuovo Piano Generale del Comune di Pesaro, che, come spiegano il sindaco Andrea Biancani e l’assessore all’Urbanistica Andrea Nobili, «Dovrà tenere insieme le necessità di sviluppo economico, turistico, commerciale, industriale, senza compromettere il valore del nostro paesaggio e dell’ambiente». Priorità alla riqualificazione edilizia esistente, «con una maggiore flessibilizzazione delle destinazioni d’uso e alla rigenerazione urbana e ambientale». Da queste linee guida nascerà il nuovo PUG, ovvero «la città del domani».
Nel frattempo oggi in Consiglio comunale è stato illustrato lo stato di avanzamento del procedimento che porterà all’approvazione del nuovo PUG. Un incontro, voluto dalla Giunta, propedeutico per realizzare uno strumento che ridisegnerà il futuro del territorio nei prossimi decenni. L’obiettivo è quello di portare in aula entro estate il documento programmatico, che nasce da un quadro conoscitivo illustrato oggi dai tecnici, e dall’attività di confronto tra commissioni consiliari, quartieri, ordini professionali, rappresentanti di categorie»
«Sarà una città attenta alla crescita, con un’attenzione alle politiche ambientali e alla sostenibilità. Vogliamo costruire un piano che nasca dal dialogo con chi la città la abita e la vive ogni giorno e con chi vuole farla crescere insieme a noi. Il contributo di chi lavora nel campo dell’urbanistica, dell’edilizia, dell’ambiente, della mobilità, delle imprese e del sociale sarà determinante. Solo così potremo definire una visione di città capace di coniugare crescita e sostenibilità».
La discussione di oggi in Consiglio segue infatti mesi di ascolto e confronto con il territorio. «In questi mesi l’amministrazione ha incontrato associazioni di categoria, ordini professionali, realtà economiche, ambientali e sociali, cittadini e consigli di quartiere. Un percorso partecipato che ha portato alla raccolta di oltre 250 contributi tra osservazioni, proposte e indicazioni sulle priorità dei diversi quartieri e ambiti della città».
Ancora sindaco e assessore: «Pesaro è stata tra i primi Comuni delle Marche ad aver avviato questo percorso, dimostrando la volontà di non perdere tempo e di procedere con determinazione verso una pianificazione più efficace e innovativa».
Il nuovo Piano Urbanistico Generale dovrà infatti essere uno strumento moderno e flessibile, capace di rispondere ai cambiamenti della società e dell’economia. «Il mondo cambia molto in fretta e strumenti di pianificazione troppo rigidi rischiano di diventare un ostacolo allo sviluppo. Il nuovo PUG dovrà essere meno ingessato, più dinamico, capace di accompagnare le trasformazioni della città e di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini».
Tra gli obiettivi principali del piano ci saranno sostenibilità e semplificazione. Il nuovo PUG punterà in particolare sulla rigenerazione urbana, privilegiando il principio del “costruire sul costruito” e quindi la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e delle aree già urbanizzate o dismesse.
Il piano «dovrà inoltre tenere insieme molte esigenze: dalla programmazione dei servizi pubblici – scuole, impianti sportivi, strutture sociali e sanitarie – allo sviluppo del commercio, del turismo e delle attività produttive, fino al tema delle infrastrutture e delle politiche abitative, con un’attenzione particolare anche alle fasce più fragili della popolazione. Un ruolo centrale sarà dedicato anche alla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, dalle colline del San Bartolo alle dune costiere, dal fiume ai parchi e alle aree verdi della città».
Parallelamente è stato avviato anche un confronto con gli altri sindaci del territorio, perché «le scelte urbanistiche non si fermano ai confini amministrativi ma riguardano un sistema territoriale più ampio».
«Il Piano Urbanistico Generale – concludono Biancani e Nobili – dovrà essere in grado di programmare e pianificare la città dei prossimi 30 anni, indicando con chiarezza la direzione in cui vogliamo andare. Un piano che tenga insieme visione, concretezza e programmazione e che nasca dal confronto con la comunità. Solo attraverso un percorso condiviso, che faremo insieme, potremo costruire uno strumento capace di accompagnare lo sviluppo della città nel rispetto del suo patrimonio ambientale, paesaggistico e sociale».