
(wn24)-Redazione - E' morto lo scienziato Antonino Zichichi, aveva 96 anni. Zichichinon è stato soltanto un grande fisico, ma una coscienza lucida del nostro tempo: uno scienziato capace di unire sapere, responsabilità e visione, senza mai separare la conoscenza dal destino dell’uomo.
Il suo legame con l’Abruzzo non è stato marginale né simbolico.
Nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso ha contribuito a costruire una delle più alte esperienze scientifiche europee, trasformando una terra apparentemente periferica in un centro di eccellenza mondiale.
Una scelta che dice molto del suo modo di intendere la scienza: radicata nei territori, concreta, al servizio del Paese.
Per Zichichi Il Gran Sasso non è stato solo un luogo di ricerca, ma un punto d’incontro tra natura, silenzio, rigore e senso del limite.
È forse anche per questo ha sempre rifiutato l’idea di una scienza arrogante o autosufficiente, difendendo invece il dialogo tra ragione e fede, tra ciò che possiamo misurare e ciò che possiamo solo interrogare.
Con l’autorevolezza di chi non ha mai avuto bisogno di piegarsi al pensiero dominante.
Antonino Zichichi lascia un’eredità che va oltre la fisica: l’idea che il progresso abbia senso solo se non recide le proprie radici, e che la verità non vada mai temuta.