
(wn24)-Teramo - Tanti interrogativi ancora aperti per la morte della bimba di sei mesi, arrivata senza vita al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini. Il fatto resta al centro di un’inchiesta della Procura che punta a fare piena luce su ogni dettaglio.
L’autopsia, eseguita questa mattina dal medico legale Mauro Pesaresi, ha fornito un primo importante orientamento: il decesso sarebbe riconducibile alla Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante (SIDS), la cosiddetta morte in culla, che colpisce bambini apparentemente sani sotto l’anno di vita, spesso durante il sonno e senza cause evidenti.
Un primo esame ha inoltre escluso segni di violenza sul corpo della piccola, rafforzando l’ipotesi di una morte naturale. Tuttavia, il quadro non è ancora definitivo. Saranno fondamentali gli esami istologici e tossicologici, già disposti dagli inquirenti, che potranno fornire ulteriori elementi per chiarire le cause del decesso.
A coordinare l’inchiesta è il pubblico ministero Davide Rosati, che ha aperto un fascicolo proprio per fare luce su quelli che restano, al momento, alcuni “coni d’ombra”.
Tra questi, uno degli aspetti più delicati riguarda la frattura al femore emersa dalla Tac eseguita nella serata di venerdì, quando i genitori – una coppia di nazionalità indiana residente da tempo nel Teramano – si sono presentati in ospedale con la bambina in arresto cardiocircolatorio.
Una lesione recente sulla quale si concentrano ora le attenzioni degli investigatori. Secondo una prima ricostruzione, potrebbe essere collegata a una caduta dal fasciatoio avvenuta alcune settimane prima, episodio per il quale la piccola era già stata portata in pronto soccorso.
Nel frattempo, i carabinieri – su delega della Procura – hanno avviato una serie di accertamenti, tra cui un sopralluogo nell’abitazione della famiglia e la raccolta delle testimonianze dei genitori.
Il loro racconto è rimasto coerente: dopo aver dato da mangiare alla bambina, l’avrebbero messa a dormire. Solo successivamente, entrando in camera per controllarla, si sarebbero accorti che non respirava più. Da qui la corsa disperata in ospedale, accompagnati da un conoscente, e i tentativi – purtroppo inutili – dei medici di rianimarla.
La Procura, pur in presenza di un primo orientamento verso la SIDS, mantiene aperte tutte le ipotesi, in attesa dei risultati degli esami scientifici e di ulteriori verifiche.