(wn24)-Teramo - La Procura della Repubblica di Teramo, ma sopratutto la famiglia,non credono al suicidio, ma, anzi, i genitori della ragazza insistono nel dire "non aveva nessun motivo per togliersi la vita". Si tinge sempre più di "giallo" la morte di Giulia Di Sabatino, la 19 enne che ha perso la vita cadendo dal cavalcavia che collega Giulianova a Montone di Mosciano Sant’Angelo
Molti sono i dubbi su quello che inizialmente sembrava un suicidio: la ragazza infatti potrebbe non aver raggiunto a piedi il cavalcavia tra Giulianova e Montone di Mosciano Sant’Angelo, prima di precipitare sulla A14, ma sarebbe stata accompagnata da una persona a bordo di una "Panda Rossa". Il conducente dell'auto potrebbe aver avuto un "ruolo" rispetto a quello che è accaduta alla ragazza 19enne di Tortoreto.
Secondo il sostituto procuratore di Teramo, Irene Scordamaglia, l’ipotesi di reato dell’inchiesta aperta non contempla il suicidio ma l’esatto contrario: Giulia, che aiutava il padre nella conduzione della tabaccheria di famiglia e di sera arrotondava lo stipendio lavorando come cameriera in un Ristorante di Tortoreto, potrebbe essere stata portata fin lì dal mezzo che si cerca e poi gettata di sotto.
Importante infatti è chiarire in che modo Giulia possa aver raggiunto il cavalcavia, percorrendo a piedi, di notte, circa 6 km. Sembrerebbero essere spuntati dei testimoni: persone che avrebbero visto movimenti strani in quella sventurata notte, sul cavalcavia, ma bisogna fare luce anche su quell’impronta della scarpa di ginnastica, da cui i genitori hanno riconosciuto la figlia.
Sono diversi gli aspetti da chiarire in questa vicenda che ha sconvolto l’intera comunità di Tortoreto; Giulia per esempio, tornata dal lavoro, prima di allontanarsi da casa ha lasciato a casa cellulare, chiavi, borsa, motivo per cui la prima ipotesi è stata quella del suicidio; le presunte testimonianze però, hanno messo in dubbio questa prima ipotesi.
I resti della ragazza sono stati ricomposti presso l’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo dove verrà eseguito l’esame del Dna dall’anatomopatologo Gina Quaglione.