Manovra finanziaria 2011, dopo l'approvazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, le nuove norme sono in vigore da lunedì 18 luglio: al via i pagamenti sui bolli su deposito titoli e stock option. Sul fronte riforma pensioni, dal 1° agosto partiranno i prelievi per le pensioni d'oro, mentre per quanto riguarda i tagli alle agevolazioni fiscali si procederà a partire dal 1° ottobre con quelli applicati alle ristrutturazioni edilizie. Non c'è invece traccia di alcun taglio ai costi della politica.
Con la Manovra finanziaria 2011 integrata con i nuovi emendamenti, via libera a liberalizzazione delle professioni, patto di stabilità e concessionarie.
Lo Spesometro obbliga d'ora in poi gli istituti finanziari a segnalare le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate con carte di credito per importi superiori ai 3mila euro.
L'innalzamento dell'età pensionabile rivista nella manovra finanziaria scatterà dal 1° gennaio 2020 per le donne, mentre già a partire dal 1° gennaio 2013 per le pensioni di vecchiaia bisognerà attendere 3 mesi in più. Poi si passerà a 4 mesi in più per il periodo che va dal 2016 al 2030 e nuovamente a 3 mesi dal 2030 al 2050.
Per chi maturerà 40 anni di contributi nel 2012 la finestra, rivista nella manovra finanziaria 2011, slitta di un mese, di due dal 2012 e di tre dal 2013. Rivisti i criteri per le rivalutazioni delle pensioni per il biennio 2013-2014: pari al 90% per quelle tra 1.400 e 2.340euro e del 70% sui primi 1.400 euro per quelle sopra i 2.340 euro. Dal 1 agosto 2011 sulle pensioni d'oro verrà detratto un contributo di solidarietà pari al 5% sulla parte eccedente i 90mila euro e del 10% per quella sopra i 150mila euro lordi.
Infine, per le aziende farmaceutiche dal 1 gennaio 2013 scatterà il pagamento del 35% del deficit della spesa per farmaci degli ospedali, per un carico totale che sfiorerà gli 800 miliardi di euro.
Focus su riforma pensioni: anticipata dal 2014 a gennaio 2013 l'adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita ISTAT, con un incremento di 3 mesi fino al 2016 quando l'aumento sarà di 4 mesi, per poi passare ad ulteriori 3 mesi dal 2030 e altrettanti dal 2050, quando in totale si andrà in pensione 3 anni e 10 mesi più tardi di oggi. Slittamento simile per chi raggiunge i 40 anni di contributi, che dal 2012 slitteranno di un mese, di due nel 2013 e 3 dal 2014.
Sempre nella riforma delle pensioni, introdotto anche il contributo di solidarietà del 5% e 10% a carico delle pensioni d'oro. Dal 1° agosto 2011 al 31 dicembre 2014, saranno assoggettate a contributo del 5% della parte eccedente i 90mila euro lordi l'anno e fino a 150mila euro, soglia oltre la quale verrà prelevato il 10%. Sempre sulle pensioni è previsto che concorrano anche i trattamenti erogati da forme pensionistiche integrative.
In più non ci saranno le rivalutazioni automatiche per le pensioni con importi superiori ai 30.440 euro annui (2.380 euro mensili, pari a cinque volte il minimo Inps), mentre quelle medie (pari a 3 volte il minimo, 1.428 euro al mese) la rivalutazione avverrà al 70% e non più al 45% previsto inizialmente.
Il taglio del 5% per il 2013 e del 20% dal 2014 sulle attuali agevolazioni fiscali sarà evitato soltanto se entro il 30 settembre 2013 sarà esercitata la delega sulla riforma fiscale.
Nella Manovra finanziaria 2011 è presente l'aumento dell'imposta di bollo sui rendimentianche minori provenienti dai BOT, rispetto al testo iniziale della manovra (da 120 euro fino a 150 euro per patrimoni da 50mila euro in su), la norma è stata riformulata, penalizzando i medi e grandi investitori a beneficio dei piccoli risparmiatori, per i quali resta invariata l'attuale imposizione.
Per l'applicazione del patto di stabilità interno sono stati cambiati i criteri di virtuosità dei Comuni: convergenza tra spesa storica e costi e fabbisogni standard; aver operato dismissioni di partecipazioni societarie. La manovra finanziaria prevede anche dei tagli ai trasferimenti alle Regioni. Infine, i parametri di virtuosità per gli enti locali decorreranno dall'inizio del mandato, senza penalizzazioni sulla precedente amministrazione senza rispetto del patto.
Per i beni in concessione, la quota di ammortamento finanziario deducibile massima, specificata dal testo della manovra finanziaria 2011, sarà il 2% del valore dei beni stessi. Per le imprese concessionarie di costruzione e gestione autostrade e trafori, soltanto l'1% e gli accantonamenti saranno deducibili in quote fisse nell'esercizio in corso e nei 5 successivi.
Insomma, tutti ne parlano, ne descrivono le misure, minacciano ricorsi e scioperi ma proviamo descrivere il testo definitivo del provvedimento, che si compone di 39 articoli e due allegati. Fino ad oggi era disponibile solo la bozza del Dl, nella sua versione del 30 giugno 2011, il cui testo - ha dichiarato alla stampa Tremonti - reca disposizioni di bilancio “coerenti con gli obiettivi di manovra condivisi in sede europea”.
Testo finale alla mano, vediamo in cosa consta la manovra finanziaria 2011, il cui testo si articola in 4 parti:
Il grosso dei tagli riguarda il biennio 2013-2014 e sono state ben poche le misure positive snocciolate a margine della conferenza ufficiale di presentazione: fiscalità di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (forfait del 5%) e lavoratori in mobilità; attivazione del capitale di rischio verso le start-up; contributi per le imprese agricole colpite dalla crisi, liberalizzazione sugli orari di apertura e chiusura e turni di riposo settimanale per gli esercizi commerciali dei comuni in aree turistiche e nelle città d’arte (un bene per le imprese, meno per i dipendenti…).
Per il resto, la scure si è abbattuta come spesso accade sui piccoli e con particolare veemenza per quanto concerne la famigerata legge delega per la riforma fiscale e assistenziale.
Confermata la riduzione a tre aliquote IRPEF per il prelievo sui redditi personali (20%, 30%, 40%) e la semplificazione dei tributi statali ridotti a cinque (imposte sui redditi, imposte sul valore aggiunto, imposte sui servizi ed accisa).
In generale, nel testo si parla di razionalizzazione delle agevolazioni esistenti: cosa vuol dire? Giro di vite sui regimi fiscali agevolati. Lo scotto da pagare per godere della Santo Graal promesso da tempo: l’abolizione (graduale) dell’IRAP.
Ciliegina sulla torta: il blocco del turn-over ed estensione a tutto il 2014 del già deprecabile blocco degli scatti sugli stipendi dei dipendenti pubblici (sta già partendo il ricorso per incostituzionalità della misura), tagli netti sulle pensioni (blocco rivalutazione, limiti agli assegni di reversibilità, innalzamento dei requisiti per maturare l’indennità…. ).