
L’attività di polizia giudiziaria è l’epilogo di una complessa e articolata progressione investigativa che ha avuto lo sua genesi nella rocambolesca evasione del 25 settembre scorso di un detenuto della Casa Circondariale di Teramo, tuttora latitante. Nell’occasione, l’uomo, aiutato de complici presenti all’esterno del carcere, aveva segato le sbarre della propria cella e si era calato con una corda all’esterno dello mura del penitenziario, dopo essersi agganciato ad un’imbracatura anticaduta, fattogli pervenire dai complici, facendo poi perdere le suo tracce. Il tutto sarebbe avvenuto in costante contatto telefonico tra il