Daniel Lumera porta a L'Aquila l'11 giornata internazionale del Perdono

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(wn24)-L'Aquila - ( di Goffredo Palmerini) -  Daniel Lumera, biologo naturalista, docente e scrittore, esperto internazionale di benessere e qualità della vita, ha scelto L’Aquila come luogo privilegiato per l’11ª Giornata Internazionale del Perdono, evento da lui ideato e voluto, organizzato da La Lumera ODV e co-organizzato dalla Fraternità del Monastero San Magno, One Group e L’Aquila Made In. L’appuntamento è per sabato 10 ottobre 2026 all’Auditorium della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice”, a Coppito.

Una scelta che assume un significato particolare proprio all’Aquila, città nella quale la cultura del Perdono affonda le proprie radici nella storia e continua a rappresentare un patrimonio capace di parlare al presente.

L’edizione 2026 avrà come titolo e filo conduttore “Il Perdono nutre il mondo, come il Summit Nazionale promosso dal 2023 da One Group.  Una comunanza di intenti che unisce i due percorsi e contribuisce a rafforzare il ruolo dell’Aquila come città del Perdono, del dialogo e della riconciliazione.

Una Giornata che mette al centro il Perdono non come concetto astratto, ma come esperienza capace di interrogare la vita personale e collettiva attraverso testimonianze, dialoghi, giustizia, giovani, pratiche esperienziali e musica.

Daniel Lumera, don Francesco Fiorillo e la testimonianza di Izzeldin Abuelaish

La Giornata prenderà il via alle 8.30 con l’accoglienza degli ospiti. Alle 9.00 l’apertura dei lavori con gli interventi del Vice Sindaco dell’Aquila Raffaele Daniele, del Presidente di La Lumera ODV Nico Caiazza, del Presidente di L’Aquila Made In Goffredo Palmerini, della Presidente di One Group Francesca Pompa e del giornalista e scrittore Angelo De Nicola.

Dalle 9.30 Daniel Lumera e don Francesco Fiorillo, sacerdote e custode del Monastero San Magno di Fondi, saranno protagonisti del dialogo “Il Perdono nutre il mondo”.

Tra le testimonianze più significative della mattinata, quella internazionale del Prof. Dr. Izzeldin Abuelaish, medico, autore, accademico, ricercatore e umanitario palestinese-canadese, conosciuto come “il medico di Gaza”, autore del libro “Non odierò”. Dopo aver perso tre figlie in un bombardamento, Abuelaish ha trasformato la tragedia personale in un impegno globale per sradicare l’odio e promuovere la pace.

Il tema del Perdono incontrerà anche quello della giustizia, con una tavola rotonda alla quale prenderanno parte persone detenute e una direttrice di carcere.

Il Perdono diventa esperienza

Dopo la pausa e il light lunch su prenotazione, il programma riprenderà alle 14.30 con i laboratori di pratiche condotti da Manuela Zavan e Serena Porciani, formatrici della Scuola Internazionale del Perdono (ISF).

Il pomeriggio darà ampio spazio alle nuove generazioni attraverso il dialogo con i giovani del Liceo Classico Cotugno dell’Aquila e l’esposizione dei loro lavori, il confronto con gli studenti internazionali dell’Associazione Rondine e l’intervista a Davide Simone Cavallo e studenti liceali, dal titolo “Perdono e futuro, la generazione zeta insegna a ricostruire”.

A intrecciare Perdono, giustizia e linguaggio musicale sarà inoltre il concerto di “Cella Musica”, gruppo composto da detenuti e agenti della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Siena.

I giovani protagonisti dell’edizione 2026

Il coinvolgimento attivo degli studenti del territorio rappresenta uno degli elementi innovativi di questa 11ª edizione. Gli studenti del Convitto Nazionale Cotugno e della Cittadella della Pace saranno coinvolti in un percorso educativo sul Perdono dedicato ai temi della pace, della responsabilità e della riconciliazione, attraverso attività introduttive alla meditazione, produzione creativa e partecipazione attiva, anche alla sfilata delle bandiere di tutte le nazioni. Gli studenti presenteranno inoltre un contributo originale durante la Giornata e ad alcuni di loro sarà offerta la possibilità di partecipare come volontari all’evento.

Un modo per affidare alle nuove generazioni non soltanto il ruolo di spettatori, ma uno spazio attivo all’interno di un percorso di cambiamento culturale.

“L’Aquila Città gentile” e una cerimonia per la pace nel mondo


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