
Il primo cittadino di Pescarari ripercorre tutti i passaggi, dall’assunzione del Dirigente Fabrizio Trisi, in carcere a Chieti per un presunto giro di mazzette e droga, fino al suo rapporto di fiducia con lui, grazie al quale in questi anni sono state portate avanti importanti opere per la città. “Trisi è stato assunto con regolare procedura di selezione pubblica, in base all’ex Art. 110, per il suo curriculum e per le sue competenze. Al di là del suo temperamento, talvolta oltre le righe e sul quale è stato più volte ripreso”, Masci ha assicurato che né lui, né tantomeno la sua Giunta, si sono mai “accorti di nulla, a cominciare dal presunto giro di sostanze stupefacenti”, ed è stato lo stesso sindaco, venerdì scorso, alla vigilia delle dimissioni del dirigente, a chiedergli conto su voci che giravano in merito, ricevendo da Trisi “assolute rassicurazioni”.
Per la questione degli appalti anomali, Masci ha ribadito che “non è compito della politica entrare nel merito delle assegnazioni, che riguardano atti gestionali di competenza dell’Amministrazione”. Intanto Trisi è stato sostituito da Giuliano Rossi, i due funzionari indagati sono stati allontanati, ed è stato istituito un comitato strategico per la riorganizzazione dell’attività amministrativa.
Momenti di tensione durante la conferenza stampa per il blitz dei consiglieri di opposizione che hanno consegnato un documento a Masci ricordandogli che già da ottobre lo avevano avvisato sugli strani movimenti di Trisi e del suo staff, ribadendo la richiesta di dimissioni:
“Come responsabile dell’Ente – ha detto Masci – non posso assolutamente abbandonare la barca, ma anzi devo provvedere alla sua salvaguardia e garantire la continuità amministrativa.”