Diocesi Teramo  Atri: la lettera di giugno ai giovani del Vescovo Lorenzo Leuzzi

Diocesi Teramo  Atri: la lettera di giugno ai giovani del Vescovo Lorenzo Leuzzi

(wn24)-Teramo – “La mia lettera di giugno apre il cammino verso la pausa estiva, sia per chi

ha concluso il ciclo scolastico e accademico, sia per chi sospende le

attività lavorative.

È un cammino illuminato dalle parole iniziali della prima Lettera Enciclica

di papa Leone XIV: Magnifica humanitas.

Il tempo di riposo è una grande occasione per accogliere e scoprire la

profonda e meravigliosa condizione di tutti noi: siamo qualcuno e non

qualcosa!

Incontrandovi in tante occasioni, più volte ho affidato a ciascuno di voi

l’invito a scoprire questa magnifica realtà che è presente in noi e che

siamo chiamati a riconoscere e sviluppare.

Affrontando la rivoluzione digitale, di cui la cosiddetta Intelligenza

Artificiale rappresenta uno strumento di particolare rilevanza sociale,

papa Leone XIV ci invita a “restare profondamente umani, custodendo

con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata

nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire

nel suo splendore” (MH, n. 15).

Nel giorno del nostro Battesimo ci è stato donato un nome che conferma

e incoraggia il nostro essere qualcuno.

Essere qualcuno e non qualcosa!

È un dono da sviluppare e da condividere con tutti, perché nell’epoca

della rivoluzione digitale, ancora di più e, talvolta, in modo invisibile viene

nascosto o eliminato.

È più faticoso essere qualcuno o qualcosa?

Con molta sincerità dobbiamo prendere atto che nella nostra società

l’essere qualcosa può aprirci strade poco impegnative.

Il tempo delle vacanze può essere atteso per entrare nel tempo

dell’essere qualcosa. Ma poi c’è il rischio di progredire in esso.

È possibile riposare se restiamo sempre qualcuno?

È la sfida che propongo a tutti voi!

Essere qualcuno significa essere coraggiosi e progettuali.

Gli oggetti non hanno futuro, sono destinati alla fine!

Solo noi, carissime e carissimi, non siamo destinati a diventare obsoleti:

tutto si consuma, ma noi no!

Stanchi, ma sviluppati!

Le vacanze sono il tempo per riposare.

Riposare per ripartire!

Nel dinamismo della società moderna pensiamo che la corsa non può

essere gestita.

Non è così! Correre senza stancarsi!

È importante, nel tempo delle vacanze, trovare momenti per fare il

punto della mia esistenza, della mia crescita.

Non sei solo.

In molte comunità ecclesiali ci sono proposte di vita comunitaria e di

riflessione.

Non perdete l’occasione!

Siamo qualcuno e non qualcosa!

La società ci aspetta per aprire orizzonti nuovi per costruire la civiltà

dell’amore, come ci invita papa Leone nella Lettera Enciclica.

La tecnologia è per noi perché noi siamo i veri costruttori, sapendo

guardare la realtà con occhi di chi non ha paura di conoscere se stesso e

la realtà che ci circonda.

Buon tempo di vacanze a tutti.

Con la mia benedizione”.

Vostro,

Lorenzo, vescovo

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