Musica. Intervista al contrabbassista Antonio Sciancalepore, ospite  dell’Accademia S.L.M. di Pineto

Musica. Intervista al contrabbassista Antonio Sciancalepore, ospite dell’Accademia S.L.M. di Pineto

(wn24)-Redazione – Continuano le interviste ai musicisti,  già ospiti presso l’Accademia dello Spettacolo  S.L.M. di Pineto(TE). Questa volta il nostro esperto di musica, Loris Cattunar ha intervistato, dopo lo stage nell’Accademia, il Contrabbassista, Antonio, Sciancalepore.
Maestro, prima di tutto l’Editore, la Redazione e il Direttore  del portale di informazione https://www.wallnews24.it, ringhraziano per aver concesso una intervista, nonostante i suoi numerosi pegni. Quindi, in questo periodo difficile di covid e notizie non confortanti di guerra ai confini dell’Europa, quant’è importante che i giovani si avvicinano alla musica ?

Questa prima domanda necessita di un passo indietro: tutti, e a maggior ragione i giovani che saranno il futuro della società, dovrebbero studiare musica, teatro, danza, qualsiasi forma di arte, perché sicuramente la cultura non genera violenza, guerre e quant’altro.

Ovvio che in casi che non dipendono da noi, vedi pandemie e malattie, la musica e l’arte in generale ti possono aiutare. Un concerto, un’opera teatrale, una mostra o comunque una qualsiasi forma d’arte possono far stare meglio lo spirito.

2)     M° Sciancalepore cosa o chi lo ha spinto a far nascere l’amore per lo strumento Il Contrabbasso ?

Sin da piccolo mi è sempre piaciuto suonare, con una preferenza per i suoni gravi. Difatti, quando mi iscrissi al conservatorio, scelsi come strumento il fagotto.

Dopo due anni di studio, per problemi di incompatibilità fisiche, dovetti abbandonare il fagotto.

Mi fu presentato il Maestro di contrabbasso Emilio Benzi che mi fece conoscere questo strumento affascinante, misterioso e dalle mille risorse…per me fu come se lo avessi sempre suonato o conosciuto, da quel momento diventò il mio compagno di vita.

3)    Quali sono gli aspetti attuali della musica che la rincuorano e gli aspetti che la rattristano?

L’aspetto che più mi rincuora è che ci sono tanti giovani che si avvicinano a quest’arte; questo è molto bello e poco importa a quale livello lo faranno; lo studio della musica ti lascerà sempre qualcosa di buono.

Una cosa invece che non mi piace (ma non voglio polemizzare) è il sistema scolastico italiano per chi si avvia allo studio della musica in maniera professionale.

4)    Quali sono i suoi consigli per i giovani desiderano avvicinarsi al Contrabbasso ?

Un piccolo consiglio per chi si avvicina allo studio, non solo del contrabbasso, ma di uno strumento in generale, è quello di iniziare sin da subito con un professionista, perché aldilà della passione per la musica, l’arte, il sentimento, ecc.… una cosa importantissima è essere ben impostati tecnicamente e ben seguiti nel percorso di studio.

5)    Secondo lei c’è un buon ricambio generazionale di giovani musicisti e dov’è più fiorente ?

In Italia abbiamo tanti giovani che studiano musica, i conservatori ne sono pieni.

Secondo la mia esperienza, non vedo differenze tra nord, centro o sud, l’Italia è piena di talenti musicali. Purtroppo, però, troppo spesso per poter studiare bene, in modo da poter sostenere concorsi e poter svolgere la professione, i ragazzi sono costretti ad andare a studiare all’estero.

Un altro problema molto importante è quello delle orchestre (in termini di posti di lavoro). In Italia ce ne sono sempre di meno, perciò cambio generazionale ok con mille sacrifici, ma poi??

6)    Quale è la linea di confine da amatoriale a professionista della musica ?

Simpaticamente mi piace dire che Il musicista amatoriale si diverte!

Il musicista professionista si diverte e soffre!

Soffre perché è alla costante ricerca della perfezione, del voler sempre fare meglio e, non ultima cosa, sempre col timore del giudizio del pubblico…

Vorrei però anche dire che personalmente ho conosciuto strumentisti dilettanti (che suonano per puro diletto) che suonavano meglio di tanti professionisti.

7)    Lei con il suo Contrabbasso ha fatto molti concerti all’estero, Qual è stata l’emozione più coinvolgente che ha racchiuso nel suo cuore e che gli fa piacere condividere con i nostri lettori?

Diciamo che ho suonato nei teatri più importanti del mondo, Philharmonie di Berlino, Musikverein di Vienna, Carnegie Hall New York, Teatro Colón di Buenos Aires, Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Suntory Hall di Tokyo e tante altre…

Posso solo dire che ogni concerto porta con sé emozioni diverse, perciò è difficile stabilire quale più o quale meno.

CATEGORIE
Condividi