Marche. Pesaro & Palazzo Mosca: inaugurata la mostra di Ettore Travaglini nel centenario della nascita

Marche. Pesaro & Palazzo Mosca: inaugurata la mostra di Ettore Travaglini nel centenario della nascita

(wn24)-Pesaro – Un nuovo evento d’arte nel ricco palinsesto autunnale di Pesaro. Oggi a Palazzo Mosca, inaugurata ‘L’urlo creativo’, la monografica di Ettore Travaglini (Fano, 1924- Pesaro, 1988), che celebra i cento anni dalla nascita di un artista poliedrico che ha connotato il novecento pesarese. A cura di Tiziana Fuligna e Cecilia Prete, l’esposizione è promossa dal Comune di Pesaro con il contributo della Regione Marche, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, in collaborazione con Pesaro Musei. L’organizzazione è a cura della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive.

Alla inaugurazione erano presenti: per il Comune di Pesaro, il sindaco Andrea Biancani e Daniele Vimini vicesindaco e assessore alla Cultura; le curatrici della mostra Tiziana Fuligna e Cecilia Prete, i figli dell’artista Riccardo e Roberto TravagliniSilvia Pensalfini docente di progettazione e produzione dell’ITET Bramante Genga.

Siamo davvero felici di questo progetto che nasce da una lunga gestazione e una visione ampia: così hanno aperto Andrea Biancani e Daniele Vimini. Il progetto è iniziato 3 anni fa su proposta della famiglia e delle curatrici, dopo un sopralluogo all’atelier di Travaglini. E’ stato un tempo che ha portato ad un risultato importante che consente di valorizzare un artista del territorio nel museo per eccellenza della città e che centra una doppia opportunità: la mostra viene proposta nell’anno da Capitale della cultura e celebra il centenario della nascita di Travaglini. Ma si tratta di un evento prezioso anche perché è riuscito a coinvolgere il mondo dell’istruzione secondaria della nostra città – l’ITET Bramante Genga -, e che quindi si pone come palestra e sperimentazione per i giovani studenti e come valore aggiunto di crescita. L’esposizione sarà un’opportunità per chi ha già conosciuto Travaglini ma anche per chi si avvicinerà per la prima volta alla sua complessa personalità artistica.

Per le curatrici Tiziana Fuligna e Cecilia Prete, la mostra si pone come momento di riflessione sul percorso artistico di Ettore Travaglini, a cento anni dalla nascita. Esplorando linguaggi stilistici apparentemente lontani, l’artista ha indagato la forma nel suo rinnovarsi, approdando infine alla sintesi di un figurativo immaginale che fonde alba e tramonto, caduta e rinascita, femminile e maschile in una fuga oltre il confine del mondo sensibile. Addentrarsi nell’universo di Travaglini è per il visitatore un viaggio dentro allegorie, figure femminili, guerrieri, angeli e uccelli, forme e non forme, raffinata sintassi di una metamorfosi esistenziale in continuo movimento. L’urlo creativo è l’immagine simbolica che accompagna l’opera dell’artista, segnata da una ricerca inesauribile di libertà: “Volare nei vortici, in alto, oltre i confini per portare un urlo creativo al di sopra di ogni incertezza” (Travaglini, 1984).

La co-progettazione dell’allestimento è stata un’opportunità di crescita per i nostri studenti che si sono avvicinati alle opere d’arte di Ettore Travaglini: ha sottolineato Silvia PensalfiniGli alunni hanno analizzato gli spazi, progettato e realizzato un supporto per quadri che si inserisce in un contesto di grande valore culturale per il nostro territorio.

La conclusione ai figli dell’artista. Così: Riccardo Travaglinila scoperta di Ettore Travaglini pittore per me è avvenuta in età avanzata; prima c’era il papà con cui da bambino condividevo lo studio in cui realizzava le sue opere: mentre papà dipingeva, facevo i compiti e giocavo. Ricordo anche le pause “contemplative” di papà seduto sul divano, con l’immancabile sigaretta tra le mani, che ‘studiava’ l’opera sul cavalletto che stava dipingendo. Il papà pittore l’ho scoperto soprattutto grazie alle mostre da lui organizzate negli ultimi anni di vita, ma anche grazie alla volontà di mia mamma Eleonora Mariotti Travaglini che ha voluto conservarne vivo con tenacia il ricordo dopo la sua morte nel 1988. Riscoprire e ripresentare le opere di Ettore Travaglini, pittore e padre, vuol dire mantenerne la memoria ed anche (forse in ritardo) riconoscerne il valore. Ha continuato Roberto Travaglinifiglio minore, ho vissuto con un papà molto riservato e particolarmente sensibile al suo ruolo paterno: ricordo che era anche un papà tanto impegnato nel suo atelier, che faceva il “pittore” (come amavo dire agli amici che, spesso, pensavano facesse l’imbianchino). Papà era anche il pittore che vedevo dipingere quando non insegnava a scuola: una “normalità” che diventava straordinarietà quando le sue opere erano esposte in pubblico: in quei rari frangenti, del papà, emergeva un mondo immaginifico  che mi metteva (e continua ancora oggi) a mettere i brividi come a chi è colto di sorpresa da un universo fino allora ignoto, potentemente “urlante”. Ne rimanevo e ancora oggi ne rimango impressionato. Ma oggi rimango ancora più sorpreso dall’Ettore che, grazie ai lavori preparatori di questa mostra, scopro anche narratore e non meno poeta: questa opera poetico-letteraria alimenta un mondo incantato nel quale, insieme ai suoi quadri, mi portano i versi e le immagini surreali, affascinato più che mai come quando per addormentarmi mi raccontava racconti favolosi di cui erano fatti i miei sogni. Per questo non posso che continuare ad ammirare mio padre, a riascoltarne le storie dentro di me, e per questo, senza riserva, lo ringrazio.

Accolto nelle sale dei Musei Civici fino all’8 dicembre, il percorso espositivo si pone come punto di arrivo di una lunga ricerca sulla produzione del pittore iniziata con una tesi di laurea discussa presso l’università urbinate da Federica Perrucci che ha visto la catalogazione delle 199 opere della collezione di famiglia. Il lavoro scientifico è poi continuato con la revisione dei documenti perfettamente conservati: dai disegni alle incisioni, ai manoscritti, alla corrispondenza con intellettuali e critici dell’epoca. A Pesaro si potranno ammirare 53 dipinti – selezionati dalla raccolta di famiglia perché significativi per comprendere la poetica di Travaglini – cui se ne aggiungono uno proveniente da collezione privata e l’altro già appartenente al patrimonio museale.

Nel centenario della nascita, la mostra diventa quindi un momento importante percontestualizzare l’opera di Travaglini non solo come esponente di rilievo del vivace novecento pesarese, bensì quale intellettuale libero dalle tendenze e dalle mode ben inserito nel dibattito artistico del secondo novecento. Al contempo, l’evento è un’occasione preziosa per far conoscere meglio Travaglini dopo quasi 20 anni dall’ultima mostra a lui dedicata, aggiungendo un nuovo tassello al lavoro critico fino ad oggi conseguito. Il progetto vuole percorrere tutte le fasi della sua produzione artistica, presentando al pubblico la sua poliedrica figura in tutta la sua complessità ed eterogeneità di linguaggi. Saranno esposti anche alcuni materiali autografi inediti, inseriti dentro una narrazione che proietta lo spettatore nell’universo dell’artista, sempre teso fra ciò che è reale e ciò che non lo è, fra finito e infinito. Come un astronauta sperduto fra le galassie, Travaglini è assediato dall’immensità di spazi smisurati e lascia tracce che si concretizzano in un’ampia produzione pittorica e letteraria che scuote il nostro mondo interiore. Nel susseguirsi delle stanze, il percorso è accompagnato dalle parole dello stesso artista, pensieri e riflessioni che aiutano la comprensione di questa complessa figura.

E proprio con l’obiettivo di alimentare la riscoperta di un concittadino illustre del territorio in particolare fra le giovani generazioni, al progetto hanno preso parte gli studenti della classe V P dell’indirizzo professionale ‘Industria e Artigianato per il Made in Italy’ dell’ITET “Bramante-Genga” coadiuvati dai docentiAlessandro Gasperini, Silvia Pensalfini e Enrico Pilla, con un programma di co-progettazione che li ha visti direttamente coinvolti nella realizzazione dell’allestimento, seguito da Paolo Scialoia e dalle curatrici. Con la scuola hanno collaborato le aziende: Pesaro PannelliCMT Orange Tools (Pesaro)Ferramenta Olivetti(Fano).

Inoltre, l’esposizione è arricchita da una colonna sonora originale creata appositamente dal compositore David-Emilio Nerucci, autore che sviluppa le sue composizioni partendo dal pianoforte, a cui sovrappone progressivamente altri suoni fino a raggiungere l’equilibrio armonico desiderato; un processo creativo caratterizzato da continui ‘aggiustamenti’ che richiama quello di Travaglini nella realizzazione delle sue opere su tela.

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