Abruzzo In …cucina. Presentiamo un piatto povero della tradizione contadina: “Verza e riso all’abruzzese”

Abruzzo In …cucina. Presentiamo un piatto povero della tradizione contadina: “Verza e riso all’abruzzese”

(wn24)-Redazione – Oggi presentiamo un piatto povero della tradizione contadina, “Verza e riso all’abruzzese”, facile, economico e gustosissimo.

Oggi  parliamo di riso e vi proponiamo una  ricetta gustosa preparata con questo cereale tanto amato! . Lo sapevate che il riso è il cereale più consumato al mondo? Io non lo sapevo, ma piace tantissimo a me e ai miei cari e grazie a questa rubrica, ho scoperto che l’Abruzzo ha una lunga storia di risaie, di cui non sospettavo l’esistenza. La ricetta che condivido oggi è, Verza e riso all’abruzzese (Cappùcce e rise), un piatto della tradizione contadina, facile da preparare, economico e molto gustoso.

Risaie in Abruzzo

Con mia grande sorpresa, ho scoperto che l’Abruzzo ha una lunga storia di coltivazione del riso, che risale addirittura al XV secolo. L’avreste mai pensato? Quando si pensa alla coltivazione di questo cereale in Italia, di solito si pensa alle grandi risaie del nord. Anche qui, la coltivazione del riso ha avuto una certa importanza, dimostrando come le attività agricole si siano adattate alle caratteristiche ambientali , con conseguenza a volte positive e altre negative. Il periodo di maggiore attività è stato il XVIII secolo. La coltivazione del riso in Abruzzo si concentrò lungo le vallate alluvionali dei fiumi Vomano, Pescara, Sangro, Trigno e Treste. La diffusione della coltivazione del riso fu rapidissima, ma comportò anche un grave problema sanitario con la diffusione della malaria, causata dalle vaste aree allagate per la coltura. Nel 1830, il governo Borbonico vietò la coltivazione ad una distanza inferiore a due miglia dagli insediamenti umani. L’anno dopo, il re Ferdinando II, ne vietò del tutto la coltivazione nella parte nord della regione. Nel 1867, il re Vittorio Emanuele II, autorizzò la coltivazione del riso in Abruzzo, solo ad una distanza di almeno 5 km dai centri abitati.

Col tempo e con i problemi sanitari annessi, la coltivazione del riso in Abruzzo andò scemando, fino a scomparire intorno agli anni 1930. Oggi, grazie a due imprenditori agricoli intraprendenti e visionari della provincia di Teramo, si è tornati a coltivare riso nella mia regione. I produttori hanno scelto di far crescere il riso in asciutto, vale a dire in campi non allagati, ma irrigati di notte. Il riso del Vomano è della varietà Caravaggio del Vomano ed è molto versatile. Il chicco è lungo, semi affusolato, ideale per i risotti, zuppe, insalate di riso e tante altre preparazioni.

Ingredienti

  • 200 g di riso
  • una piccola verza
  • 1/2 cipolla bianca
  • un pezzo di gambo di sedano, più qualche foglia
  • una carota
  • aglio, uno spicchio
  • 200 ml di passata di pomodoro
  • peperoncino a piacere
  • olio EVO q.b
  • sale
  • pecorino abruzzese grattugiato (o parmigiano)

Procedimento

Pulite la verza, tagliatela a pezzi piccoli e cuocetela in acqua bollente salata. Scolate e tenete da parte.

Preparate un sughetto di pomodoro. Mettete un giro generoso di olio in un tegame, aggiungete la cipolla, la carota e il sedano, tagliati a pezzetti piccoli e se vi piace, un pezzetto di peperoncino piccante. Unite un paio di cucchiai di acqua e fate stufare per qualche minuto su fiamma bassa. Unite la passata di pomodoro e lo spicchio di aglio schiacciato e lasciate cuocere il sughetto per una decina di minuti.

Lessate il riso in acqua bollente salata e scolatelo quando è ancora al dente. Versatelo nel tegame con il sugo e unite anche la verza. Rimettete sul fuoco e sempre mescolando, fate amalgamare i sapori per un paio di minuti. Se necessario, unite qualche mestolo di acqua di cottura del riso.

Servite con abbondante formaggio grattugiato.

Note

Questa pietanza può essere servita sia calda che tiepida (in estate). Potete servirla più liquida, tipo zuppa, oppure più asciutta, tipo risotto.

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