Abruzzo.  Massiccia adesione per lo sciopero di CGIL e USB per la difesa della Costituzione, per Gaza e Flotilla 

Abruzzo.  Massiccia adesione per lo sciopero di CGIL e USB per la difesa della Costituzione, per Gaza e Flotilla 

(wn24)-Grande mobilitazione in Abruzzo oggi per lo sciopero generale di Cgil e Usb “in difesa della Global Sumud Flotilla, della Costituzione e per Gaza”

Cortei e presìdi a Pescara, L’Aquila, Teramo e Lanciano. Lo sciopero proclamato da Cgil e Usb coinvolge i settori pubblici e privati per l’intera giornata, con garanzia delle prestazioni essenziali secondo normativa. Adesione piena anche dei Cobas scuola, PD, Ali Abruzzo, Avs- Sinistra italiana, Rifondazione Comunista.

Il raduno è iniziato a Portanuova, poi il corteo si è mosso verso piazza Unione. All’altezza del ponte il corteo si è diviso, una parte dei manifestanti ha cercato di bloccare la rampa dell’asse attrezzato ma, dopo circa mezz’ora, è stata fermata dalla forse dell’ordine. L’altro braccio del corteo si è recato direttamente in piazza Italia, davanti alla Prefettura, dove poco dopo sono arrivati anche gli altri manifestanti dalla rampa dell’asse attrezzato.

Imponente la presenza delle forze dell’ordine. Nonostante il traffico congestionato, non sono mancati colpi di clacson dalle automobili in transito e applausi a sostegno della manifestazione. Secondo una prima stima i manifestanti sarebbero alcune migliaia, tra 2.000 e 3.000.

La Cgil Abruzzo parla di un’azione finalizzata ad “aprire corridoi umanitari permanenti, rompere l’assedio a Gaza e sancire un immediato cessate il fuoco”. Secondo il sindacato, “l’aggressione in mare alla spedizione umanitaria della Global Sumud Flotilla rappresenta un fatto di gravità estrema”, avvenuto “in acque internazionali contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini, in rappresentanza di 44 Paesi, intenzionati unicamente a portare viveri e medicinali indispensabili a Gaza”.

“Si è trattato – conclude la Cgil – di un colpo inferto all’ordine costituzionale stesso che impedisce un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese sottoposta dal governo israeliano ad una vera e propria operazione di genocidio. Un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari imbarcati.

Non è soltanto un crimine contro persone inermi, ma è grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratrici e lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali. Israele ha violato norme essenziali del diritto internazionale  tra cui la Carta delle Nazioni Unite, la Convenzione Onu sul diritto del mare, la Convenzione di Ginevra del 1949 e i protocolli aggiuntivi del 1977″.

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